Trasparenza e anticorruzione/Radicali: Cota si mette in regola, ma è consapevole che non devono esserci nuove spese?

Direttori generali aziende sanitarie tutti promossi, ma Asl TO1, TO3, CN1 e BI sono ancora carenti in tema di trasparenza 
Su proposta dell’assessore Gian Luca Vignale, la Giunta Regionale tenutasi ieri ha approvato la costituzione nell’organizzazione interna della Regione del settore Trasparenza e anticorruzione, che, “come previsto dalla normativa nazionale, dovrà provvedere alla redazione di un piano di contrasto ai fenomeni corruttivi in grado di definire la valutazione del livello di esposizione delle varie strutture ed indicare gli interventi più idonei per prevenire tali rischi” (fonte)

 

Giulio Manfredi, membro della Direzione Radicali Italiani e segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta: 

Meglio tardi che mai. La legge anticorruzione è la n. 190 del 6 novembre 2012; il Testo Unico sulla trasparenza è il D. Lgs. 14 marzo 2013, n. 33. Il Consiglio Regionale si era messo in regola già quattro mesi fa; grazie anche alla nostra conferenza stampa volante sotto Palazzo Lascaris di giovedì scorso, anche la Giunta Regionale ha adempiuto quanto previsto dalle leggi. Non vorremmo che, presi dall’entusiasmo, abbia voluto strafare. Vignale annuncia la creazione di un nuovo settore ad hoc, svincolato dalle direzioni esistenti. Un nuovo settore comporterà un nuovo capo settore, con un nuovo stipendio? Cota e Vignale sono al corrente che le leggi citate dispongono che le misure da adottare non devono comportare aumenti di spesa e che “le amministrazioni competenti provvedono allo svolgimento delle attività con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente”? 

Intanto la Giunta Regionale ha promosso tutti i direttori generali delle aziende sanitarie in carica, rinnovando loro l’incarico fino al 27 aprile 2015. Peccato che in fatto di attuazione sui siti delle disposizioni su trasparenza e anticorruzione alcune aziende sanitarie siano gravemente carenti. 

Secondo i parametri fissati da Gruppo Abele e Libera, a fronte di una media nazionale di attuazione del 65% e di una media regionale del 70%, l’ASL TO1 è al 50%, l’ASL TO3 è al 45%, l’ASL BI è al 48% e l’ASL CN1 è al 56% (fonte). 

Se prendiamo invece la classifica della “Bussola della trasparenza dei siti web”, tenuta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, gravemente carenti risultano le Aziende sanitarie di Vercelli, Biella, TO2 e CN2.

 

Torino, 28 gennaio 2014

 

 

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