I seimila pass per entrare in centro senza pagare

La Repubblica – ed. Milano
Oriana Liso

Ambulanze, certo. E poi mezzi di servizio Atm, Amsa, Milano Ristorazione, pantere della polizia e gazzelle dei carabinieri, taxi e auto private di persone che necessitano di cure salvavita. Ma tra i 6.153 veicoli esonerati nel 2013 dal pagamento di Area C ci sono anche centinaia di mezzi genericamente riferiti a istituzioni, dai ministeri ai Comuni, che hanno l’autorizzazione a entrare in centro senza pagare i 5 euro di ticket che toccano a tutti gli altri. Stessa esenzione ottenuta dai giornali del centro per cronisti e poligrafici turnisti. La missione ufficiale per cui Area C è nata è quella di ridurre il traffico in centro, favorire il trasporto pubblico, migliorare la qualità urbana. Obiettivi virtuosi: il pagamento dei 5 euro necessari a passare sotto le telecamere della Cerchia dei Bastioni è stato individuato come il deterrente migliore per l’uso dell’auto privata, salvo necessità. Tanto che nel 2013 gli ingressi medi giornalieri in centro sono stati circa 41mila in meno del 2011. Tra i 96mila entrati ogni giorno, però, vanno calcolati anche quelli dei veicoli che entrano gratis, in forza di esoneri annuali o temporanei, e sono oltre 6mila. Poco più di 1.100 permessi sono per ospedali e Asl, certo, e quasi 600 vanno via tra Atm e Amsa per i mezzi di servizio. Ma sono meno comprensibili i 157 pass per i ministeri, i 125 per i consolati di tutto il mondo.

L’elenco delle categorie-senza i nomi dei singoli utilizzatori che entrano gratis in centro è stato chiesto dal consigliere radicale Marco Cappato, per capire, a distanza di due anni dal passaggio da Ecopass ad Area C, quanti hanno l’esenzione. Scorrendo la lunghissima lista (pubblicata su milanoradicale. it) Cappato nota:«Credo ci siano margini di riduzione, ma servirebbe prima di tutto una maggior trasparenza. Non è chiaro chi realmente usi le auto esentate: potrebbe essere un tecnico degli uffici come un politico in auto blu». L’unica specifica infatti, per gli enti istituzionali, è che l’auto sia autorizzata per ragioni di servizio e che non sia privata: nulla vieta, quindi, che l’esenzione valga per le vetture a disposizione di assessori, ministri, sindaci, presidenti di Regione o Provincia. Per i tantissimi Comuni fuori dalla provincia di Milano compresi nell’elenco, spiegano da Palazzo Marino che si tratta di autorizzazioni rilasciate per singoli ingressi in centro cittadino per motivi istituzionali: quindi anche un sindaco o un assessore di un qualsiasi comune italiano può, dietro richiesta, non pagare AreaC. L’autorizzazione per i medici di turno in ospedale viene comunicata nelle 24 ore successive al passaggio dell`auto sotto le telecamere. Più in generale la linea del Comune – che di suo ha ben 224 permessi – è: «Le categorie in questione sono esentate sin dalla nascita di Area C per motivi di servizio, di salute o istituzionali e sono pubblicate e consultabili sul sito areac. it».

Con il numero di categorie esentate, però, salta all’occhio anche il numero totale di esenzioni che nella maggior parte dei casi, essendo automatica e annuale, permette alle targhe autorizzate il passaggio quotidiano sotto i varchi. E anche dove non c’è l’automatismo, sorgono dubbi, come spiega ancora Marco Cappato: «Nel caso dei giornalisti esentati mi chiedo: se il motivo è l’orario di lavoro scomodo, allora vale anche per i panettieri, per i bar e per chiunque fa turni e magari è in condizioni economiche precarie». I giornali che hanno l’esenzione perché la sede di lavoro è in Area C sono due: il gruppo Rcs (quindi Corriere e Gazzetta) e II Giornale, per un totale di 231 esenzioni. Le regole stabilite dal Comune, solo nel loro caso, dicono che ogni sera la redazione deve mandare in Comune l’elenco dei giornalisti e dei poligrafici che il giorno dopo avranno il turno serale, così da attribuire l’esenzione solo alle targhe in questione. Anche la Rai ne ha 53, ma sono, peri il Comune, pass annuali per i mezzi di servizio. Commenta Mattia Stamani, consigliere comunale del Pd e presidente della commissione Bilancio, che per primo ha chiesto i dati su Area C (i consiglieri non hanno l’esenzione, ma lui ha un’auto ibrida): «Volevo maggiore chiarezza sia sui mancati introiti del ticket sia sul principio per cui alcune categorie sono state esentate».

 

 

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