Roma e l’Anagrafe pubblica dei rifiuti

L’Unità
Riccardo Magi

Oggi l’assemblea capitolina potrebbe conquistare finalmente per Roma un’anagrafe pubblica dei rifiuti, relativa alla raccolta, al recupero, allo smaltimento e agli impianti. Uno strumento in grado di segnare l’inizio della svolta rispetto alla mancanza di controlli denunciata dalla Commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti e rispetto a quel «sistema Cerroni» che, secondo le indagini, ha fatto proprio della falsificazione dei dati e dell’impossibilità di controllo dei cittadini, una prassi ricorrente. Una proposta antica dei Radicali, quella dell’anagrafe, elaborata da Massimiliano Iervolino, uno strumento rivoluzionario, specialmente in contesti come quello romano o di buona parte del Sud Italia, dove la gestione dei rifiuti continua a produrre illegalità e danni ambientali. A questa svolta manca solo un ultimo, ma fondamentale passo. Per questo dalla mezzanotte di domenica 2 febbraio ho intrapreso uno sciopero della fame, come iniziativa nonviolenta di dialogo – non di protesta, né di polemica – con il segretario Matteo Renzi e con il suo Pd.

Ho scelto di rivolgermi a Renzi perché, come ho denunciato pubblicamente, da ben sette sedute il Consiglio comunale di Roma è fermo sulla delibera che istituisce l’Anagrafe dei rifiuti su cui maggioranza e opposizione si dicono d’accordo e che però è ostaggio di un ostruzionismo bipartisan. Nelle ultime sedute, infatti, il numero legale è più volte mancato a causa di alcune assenze tra le file dei Democratici proprio al momento del voto. Quali che siano le motivazioni, per almeno sette volte nella Capitale d’Italia il Pd ha condotto un ostruzionismo al proprio sindaco, alla propria maggioranza e ai propri elettori che hanno riposto fiducia nella spinta innovatrice del nuovo segretario nazionale. La mia iniziativa ha ricevuto il sostegno dei colleghi del M5S (proprio nei giorni del più acceso scontro sui media nazionali) segno che anche con loro il dialogo su alcuni temi è possibile. E se in queste ore il gruppo del Pd in Campidoglio sembra aver trovato la determinazione mancata finora, il merito va dato a quei Democratici che in aula ci sono sempre stati e anche ai tanti dirigenti e militanti del Pd romano che hanno scritto una lettera aperta al segretario Cosentino e ai consiglieri capitolini.

Risposte che ci devono incoraggiare e che dimostrano come la via del dialogo sia quella giusta. Per questa ragione sono intenzionato a proseguire con fiducia il mio digiuno, perché quando si parla di trasparenza e di una questione controversa (soprattutto per il centrosinistra romano) come i rifiuti, il pericolo è dietro l’angolo. I Radicali da sempre portano avanti battaglie con l’obiettivo che altri le facciano proprie. Ciascun consigliere può regalare a questa consiliatura una riforma valida per Roma e una proposta per tutti i comuni italiani. Spero quindi che la Direzione Nazionale del Pd e Matteo Renzi la facciano presto propria. Su questo tema così simbolico e allo stesso tempo vicino ai cittadini è possibile «cambiare verso». Daje!

 

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