Regione, si vota il 25 maggio con l’Europa

La stampa
Maurizio Tropeano

 Nessuna melina, nessuna perdita di tempo: il Piemonte andrà a votare il 25 e il 26 maggio in contemporanea con le elezioni europee. Un accorpamento previsto da una legge nazionale, per intenderci l’election day, che farà risparmiare alle casse regionali 43 milioni di euro. La sentenza del Consiglio di Stato che ha confermato la nullità delle regionali del 2010 assegna al presidente della giunta il compito di indire le elezioni regionali entro 60 giorni dal pronunciamento. Roberto Cota, però, ha deciso di non aspettare e ieri mattina ha telefonato al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, e a quello per i rapporti con il Parlamento, Graziano Delrio, per annunciare la sua decisione e per informarsi sulla tempista da rispettare per andare a votare alla fine di maggio. A sera è lo stesso Cota ad annunciare la svolta spiegando: «Ogni ora che passa trovo questa situazione sempre più ingiusta. Io continuo nel mio dovere di presidente della Regione».

Giunta con poteri limitati
La scelta di Cota di stringere i tempi nasce anche dalla volontà di togliere dalle mani del centrosinistra e anche dei Cinquestelle un possibile motivo di propaganda elettorale: i 43 milioni di risparmio dati dall’election day. Soprattutto Cota cerca di evitare il rischio che a convocare i comizi elettorali sia un commissario nominato dal governo. Cota e i suoi assessori resteranno in carica per gestire l’ordinaria amministrazione nei limiti delle azioni indifferibili e urgenti legate all’annullamento del voto deciso dai giudici amministrativi.

Il Consiglio scrive a Letta
Diverso, invece, il discorso per quanto riguarda l’attività del consiglio regionale. Ieri il presidente dell’assemblea, Valerio Cattaneo, ha convocato la conferenza dei presidenti dei gruppi per discutere la soluzione individuata in base ad un’interpretazione estensiva dell’articolo 20 dello Statuto. La sua tesi, per altro condivisa anche dal capogruppo .del Pd, Aldo Reschigna, è che si possa ipotizzare il principio della continuità amministrativa fino all’insediamento della nuova assemblea elettiva. Alla fine è stato deciso di chiedere un parere alla presidenza del Consiglio e al ministero dell’Interno: «Vogliamo sapere – spiega Cattaneo -se esistono ostacoli al proseguimento delle attività istituzionali».

I fondi Ue
La conferenza dei capigruppo, poi, aspettando il giudizio di ottemperanza del Tar, richiesto dal capogruppo del M5S, Davide Bono, ha stabilito di procedere all’esame degli atti indifferibili e urgenti e, su richiesta della Giunta, ha fissato per questa mattina l’esame della delibera per la programmazione 2014-2020 dei fondi strutturali europei e per domani la delibera sul ripianamento dei disavanzi di gestione dell’Atc di Biella. Ad oggi non sono state fissate sedute del Consiglio. L’ultima querelle legale Agostino Ghiglia, coordinatore di Fratelli d’Italia, denuncia «un gravissimo, errore di procedura» che costringerà il Consiglio di Stato a convocare una nuova udienza per discutere del ricorso contro il Tar depositato ieri mattina dai suoi legali. E spiega: «La Quinta sezione del Consiglio di Stato, prima di emettere l’ordinanza e depositare la sentenza di definizione della controversia, avrebbe dovuto attendere il 25 febbraio il termine ultimo per depositare ulteriori appelli». E invece «ha deciso con procedura semplificata sminuendo le ragioni degli appelli. Tutto questo è surreale». Ghiglia vorrebbe sapere «chi controlla i controllori» e, probabilmente ha diritto ad una risposta ma questo non cambia la sostanza: il Piemonte tornerà a votare i125 e il 26 maggio.

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