Ama – Previsti tagli del 20% ma la bolletta aumenterà

Il Messaggero – ed. Roma
Fabio Rossi

Raccolta differenziata ancora lontana da livelli accettabili (ma costosissima per amministrazione e cittadini), investimenti sbagliati, assunzioni in odore di clientelismo, cattiva gestione del personale. Tutti tasselli che, accumulandosi negli anni, hanno portato l’Ama alla difficile situazione attuale: 650 milioni di indebitamento, 150 di esposizione economica con i fornitori. Ma adesso i tagli sono inevitabili, a prescindere dalle norme Salva Roma. Nel bilancio pluriennale del Campidoglio è scritto nero su bianco: l’azienda si vedrà ridotto il suo budget annuale dal Comune (che ne detiene il 100 per cento delle quote) di circa 160 milioni di euro. Una riduzione superiore al 20 per cento di quanto previsto dal contratto di servizio del 2013, che ha garantito all’Ama 674 milioni (più 67 di Iva).

Aumentano i costi
Non solo, per il 2014 si prevede un aumento del costo totale del servizio di una cinquantina di milioni, dovuto all’incremento della raccolta differenziata e alla necessità di portare i rifiuti in altre regioni dopo la chiusura di Malagrotta. «Ma i tagli non possono in alcun modo essere elusi – sottolinea il radicale Riccardo Magi, consigliere comunale di maggioranza – Se non si otterranno risparmi per le cifre indicate in bilancio, queste si tramuteranno automaticamente in perdite, aggravando ulteriormente la situazione dei conti». Ma dove si può tagliare? Innanzitutto sull’organizzazione del servizio: lo sviluppo della raccolta differenziata è stato pagato a caro prezzo, con risultati deludenti. Nei giorni scorsi, poi, Daniele Fortini (da un mese presidente e amministratore delegato dell’Ama), ha lanciato l’allarme assenteismo: «Per motivi diversi, il 18,6 per cento dei dipendenti non si presenta a lavoro – ha detto Fortini – tra questi, in media, l’8 per cento si assenta per malattia, superando la media nazionale». Lunga, poi, la lista dei soldi spesi in maniera avventata dall’azienda in tempi recenti. La Corte dei conti negli ultimi anni ha puntato il dito prima contro gli otto milioni di euro sprecati per «la mancata utilizzazione di costose apparecchiature di lavaggio cassonetti e di mezzi Kamoto, che sono moto per la raccolta delle deiezioni canine». Quindi sul caso Ama International, che affidò ad Ama Senegal la gestione dei rifiuti urbani nel Paese africano, «con pesante accollo al Comune».

Benvenuti attacca
Affondo di Piergiorgio Benvenuti, ex presidente di Ama, contro Ignazio Marino. Benvenuti definisce «falsa» l’affermazione del sindaco, secondo cui, «prima della sua nomina nessuna delle sedi diplomatiche presenti nella Capitale avrebbe mai pagato la tassa sulla raccolta dei rifiuti: vorrei ricordare che già nel corso della mia presidenza erano in atto sinergie positive fra l’Ama e il ministero degli Esteri, come nei confronti delle grandi utenze».

 

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