Giovine la fa (ancora) Franchino

Lo Spiffero

Con un occhio a quanto deciderà il Consiglio di Stato, il centrodestra ha impedito che oggi la ratifica della decadenza di Michele Giovine, condannato in via definitiva per le firme false della sua lista “Pensionati per Cota”, le cui irregolarità sono all’origine dei ricorsi che hanno portato all’annullamento delle ultime elezioni regionali. Il voto favorevole di ieri della Giunta per le Elezioni ha natura di “parere” e necessita della presa d’atto del plenum, cosa che la maggioranza ha preferito posticipare di una settimana, respingendo la richiesta del capogruppo del Pd Aldo Reschigna. Né ha, ovviamente affrontato, la spinosa questione della surroga con Sara Franchino, la prima dei non eletti della medesima lista, legata sentimentalmente con il leader dei Pensionati, e da circa 6 mesi sua sostituta a Palazzo Lascaris. Giovine, quindi, al momento risulta ancora un consigliere regionale sospeso nelle sue funzioni.

Intanto, sempre questa mattina al Consiglio di Stato è stato discusso il ricorso contro la sentenza del Tar che ha annullato le elezioni del 2010 presentato da Fratelli d’Italia. “La decisione – fa sapere il coordinatore piemontese di FdI Agostino Ghiglia – verrà presa tra domani e dopodomani. Confidiamo in un esito positivo che ci faccia ancora credere in uno Stato di diritto”. È forse sorretto nell’ultima, seppur tenue speranza che i giudici di Palazzo Spada possano ribaltare la sentenza emessa lo scorso 11 febbraio, e in attesa di un ulteriore pronunciamento della Corte di Cassazione, che il centrodestra ha preferito prendere ancora tempo.

«Per il centrodestra ciò che è incontrovertibile e sicuro un giorno, è discutibile e degno di approfondimento il giorno dopo – attacca il capogruppo Pd Aldo Reschigna -. Se ieri il parere degli uffici del Consiglio non era da tenere in considerazione nella votazione in Giunta per le elezioni sulla surroga di Sara Franchino, oggi in Consiglio regionale, di fronte alla nostra richiesta di discuterla e votarla in aula, la questione merita un approfondimento tecnico e quindi il rinvio di ogni decisione alla prossima settimana. Difficile trovare una logica in questo centrodestra, preso tra convenienze politiche da attuare indipendentemente dalle regole e timori di dover poi pagare comportamenti fuori norma. Anche negli ultimi atti prima delle elezioni la maggioranza non si smentisce: la bussola l’ha persa da tempo. L’unica cosa che ancora sembra guidarlo, è il calcolo politico-elettorale. Ed è evidente che i voti di Giovine fanno ancora gola».

Molto duro anche il segretario dell’associazione radicale Adelaide Aglietta Giulio Manfredi, da sempre in prima linea nella battaglia “di legalità” per la decadenza di Giovine: «Il centrodestra prende tempo perché non vuole ammettere che l’unica soluzione rispettosa della legge è di lasciare vacante il seggio di Giovine». Secondo Manfredi «Franchino non può sostituire Giovine perché è la prima dei non eletti di una lista (Pensionati per Cota) di cui, con sentenza definitiva, è stato accertato che 17 candidati su 18 non avevano l’accettazione di candidatura valida». Dunque «Essendo false le accettazioni di candidatura, non ci sono candidati idonei a subentrare a Giovine». «La cosa più rispettosa della legalità sarebbe il ritorno a casa di Sara Franchino assieme a Giovine».

Sulla stessa linea anche il vice presidente della Giunta per le elezioni Andrea Buquicchio: « Le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato ostano chiaramente a un procedimento di surroga nella lista Pensionati per Cota. Né la conseguente mancanza di un seggio in Consiglio regionale a fine legislatura può essere, a mio avviso, elemento rilevante».

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