“Incredibili quelle dichiarazioni. Noi manteniamo il dialogo”

La Stampa – ed. Torino
M. T. M.

«Sono incredibili – intendo nel senso etimologico del termine – le dichiarazioni dell’arcivescovo, soprattutto se aggiunte alle prevedibili e false dichiarazioni della Conferenza episcopale italiana». Se monsignor Cesare Nosiglia non risparmia nulla ai cosiddetti sostenitori dell’«ideologia gender», Enzo Cucco, leader storico del movimento omosessuale e presidente dell’Associazione Certi Diritti non è da meno.

L’arcivescovo afferma che nelle schede del Comune la Bibbia è stata manipolata. Cosa ne pensa?
«Da quando la Bibbia deve essere interpretata letteralmente? E se così fosse, perchè la regola non vale per le altre questioni sociali che la Bibbia tratta in modo oggi ritenuto inaccettabile? Occhio per occhio e dente per dente, per esempio. O la condanna senza appello contro eretici e miscredenti, il sole che girerebbe intorno alla terra, la creazione della terra stessa e delle sue creature animali e vegetali, le guerre, gli stermini, le punizioni. Perchè si difende una interpretazione letterale solo di questa parte delle parole della Bibbia?».

Sulla coppia e il matrimonio, la Chiesa non ha dubbi…
«Il vescovo offende l’intelligenza di milioni di cittadini e cittadine che vogliono poter ragionare secondo coscienza – che sarebbe anche un imperativo cristiano – e non secondo regole vecchie di secoli e anacronistiche. Si trasforma in guerra di religione una battaglia che è solo culturale».

Ma le schede?
«Sia quelle dell’Istituto Beck, ma soprattutto quelle prodotte dal Comune di Torino, non contengono alcuna forma di offesa per le religioni. Pongono solo domande a cui gli studenti e le loro famiglie possono rispondere, se vogliono. Nessuna attività è obbligatoria».

C’era un altro clima, nel 2007, quando le associazioni gay incontrarono i rappresentanti della Diocesi. Di chi è la colpa?
«Noi abbiamo sempre mantenuto aperto il dialogo, ma certe parole alzano il tono della polemica per tagliare ogni ponte, per costringere le persone omosessuali credenti ad una scelta vergognosa ed impedire che le piccole ma significative aperture del passato possano dare frutti. Si sta tornando ai temi precedenti al Pride 2006. A chi giova questa voglia di muro contro muro?».

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