Pannella operato d’urgenza È in prognosi riservata La solidarietà di Napolitano

Corriere della Sera
Alessandra Arachi

«Ciao Rita, oggi chiudi tu il partito. Io vado a casa, mi sento un po’ sfasato». Non erano nemmeno le nove, lunedì sera quando Marco Pannella ha lasciato la sede del suo partito, il partito Radicale. Non succede, di solito. Di solito è lui, il comandante, che ogni giorno abbandona la nave per ultimo, subito dopo la segretaria Rita Bernardini, quando ormai la sera lascia il posto alla notte. Ma la sera di Pasquetta Pannella non ha fatto in tempo a tornare a casa. Una telefonata, laconica: «Rita, sto male». Non è uno che si lamenta, Pannella. Rita Bernardini non ha esitato. Non c’era da esitare. E la tappa alla clinica della Mercede è servita soltanto per una diagnosi veloce: Marco Pannella aveva bisogno di un’operazione, urgente. Aveva un aneurisma all’aorta addominale. C’era soltanto da sbrigarsi.

La corsa nella notte fa approdare il leader radicale al Policlinico Gemelli, quello dove vengono ricoverati i papi. Quello dove opera il chirurgo vascolare Francesco Snider, compagno di classe di Mario Draghi e Luca Cordero di Montezemolo, ma, soprattutto, compagno di classe di Paolo Vigevano, il fondatore di Radio radicale. Una ri-protesizzazione aortica, un by pass femorale: non è la prima volta che Marco Pannella finisce sotto ai ferri per questioni di simile importanza. Nel 1998 di by-pass ne aveva avuti quattro, un’operazione al cuore dopo una crisi ischemica, una fragilità vascolare a livello cerebrale e cardiaco. Una vita spericolata, fatta di troppe sigarette, e digiuni che non si contano più. Una vita che dal 1998 ad oggi ha continuato ad essere spericolata. E ora che al traguardo degli 84 anni Marco Pannella ha subito questa delicata operazione, il dilemma dei medici del Gemelli rimane: che fare? Di norma, si attendono 48 ore per sciogliere la prognosi ma – secondo fonti mediche – il quadro clinico lascia ben sperare. Un paziente «tradizionale» rimarrebbe ancora tutta la giornata di oggi in terapia intensiva, poi un paio di giorni di reparto. Ma lui rispetterà le indicazioni dei medici ?

Ad occuparsi della salute dello storico combattente radicale sono stati in tantissimi fra gli uomini politici, ma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha fatto di più: ha telefonato ai medici del Policlinico Gemelli e ha chiesto direttamente informazioni sullo stato di salute di Pannella. Poi ha contattato anche Rita Bernardini e le ha affidato «l’espressione della sua affettuosa solidarietà all’amico Marco». Su Twitter è girato l’hashtag #ForzaMarco, lanciato dalla presidente dei Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, seguita a ruota da messaggi trasversali di Pier Ferdinando Casini, Maurizio Gasparri, Debora Serracchiani e il segretario della Lega Matteo Salvini. Un solo grido: «Forza Marco». Una sola incitazione: «Non mollare». Non molla Marco Pannella. Sveglio e senza tubi nel naso dentro il reparto di terapia intensiva anche se, come vuole la prassi, la prognosi per lui rimane riservata. La prudenza è soprattutto per un uomo che ha fatto della battaglia attraverso il fisico la sua battaglia non violenta, che è partita negli anni Settanta per l’affermazione di diritti civili come aborto e divorzio e approdata al ventunesimo secolo con un tema ricorrente: la condizione delle carceri. Anche lunedì sera l’appello di Pannella era stato proprio per l’indulto.

 

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