Pannella senatore a vita La richiesta è trasversale

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Vittorio Pezzuto

La nostra campagna per Marco Pannella senatore a vita incontra un sostegno trasversale. E proseliti anche in quella sinistra che spesso ha guardato con diffidenza (quando non apertamente avversato) le iniziative politiche del vecchio leader radicale. «Per lui nutro da tempo stima e affetto» rivela uno storico dirigente comunista come Emanuele Macaluso. «Sono quindi favorevole alla sua nomina però non vorrei che questa campagna fosse intesa come un’indebita pressione nei confronti del Capo dello Stato». Non avanza alcuna riserva il piddino Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera: «La sua nomina sarebbe una gran bella cosa. Lo penso da tempo. Non si può non constatare come si sia abbondantemente guadagnato lo status di affluente importante del processo democratico italiano. Questo non significa che mi sia sempre trovato d’accordo con le sue battaglie. Ma ogni anno rinnovo ad esempio la mia convinta iscrizione a "Nessuno tocchi Caino", l’associazione radicale per l’abolizione della pena di morte». Il presidente onorario di Legambiente ricorda inoltra che «tra i leader politici di livello è stato tra i primi a porre i temi dell’ambiente al centro della questione politica.

Quanto alla sua attuale lotta per l’amnistia e l’indulto, trovo che il problema principale di un tema così delicato sia quello di convincere gli italiani che non vi è alcuna contraddizione tra l’esigenza di sicurezza della collettività e quella di garantire umanità alla pena. Ne sono personalmente ne convinto, ma l’assunto va dimostrato e reso palese». Anche la senatrice di Forza Italia Cinzia Bonfrisco non ha esitazioni: «Tutti sanno come la vita di Marco Pannella sia stata interamente spesa in battaglie avanzate per l’affermazione di affermazione di diritti civili moderni e nuovi. Il fatto che da molti anni sia una voce instancabile sul tema della giustizia e delle carceri nel nostro Paese lo rende un patrimonio della politica italiana, che può trarre dalla sua azione ancora vitalità per il futuro. La sua battaglia più importante, quella per l’affermazione delle responsabilità civile dei magistrati, resta purtroppo ancora un’incompiuta di questo Paese e non a caso una recente richiesta di referendum in questo senso (poi abortita per mancanza di firme) è stata convintamente sostenuta da Silvio Berlusconi e da tutta Forza Italia».

Sostegno da un antico avversario
Anche un democristiano di lungo corso come Clemente Mastella si schiera a favore della nomina del leader radicale a senatore a vita. «Sono assolutamente favorevole. Anche se a volte mi sono scontrato con lui – osserva – non ho alcuna difficoltà a riconoscere il suo importante contributo in tutta una serie di tappe fondamentali della storia italiana. E sostengo anche la sua attuale battaglia per i diritti dei detenuti. D’altronde lei parla con uno che l’indulto lo ha deciso quand’era ministro della Giustizia. E mi ricordo benissimo della solidarietà assicuratami da Pannella quando proprio per questo venni fatto oggetto di attacchi terribili dal fronte populista e della sinistra». Di quest’ultimo non fa certo parte il piddino Sandro Gozi, che si è sempre associato alle battaglie radicali per una giustizia giusta. «Se c’è una persona che meriterebbe di diventare senatore a vita questa è proprio Marco Pannella» esclama convinto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle politiche europee. «Non si può infatti non restare ammirati per la coerenza, la testardaggine e la generosità con la quale ha sempre condotto le sue battaglie. Marco è lungimirante: vede bene, molto più lontano e molto prima degli altri. È stato e continua a essere uno dei migliori interpreti delle esigenze più forti della società italiana e dell’Europa. Credo soprattutto che la ripetuta messa in gioco del suo bene più prezioso – la vita stessa – per battersi a favore dei diritti degli esclusi da tutto (anche della stessa libertà) sia qualcosa di veramente nobile. È qualcuno che ridà ogni giorno dignità alla politica. Difende i valori della Costituzione, della Carta dell’Onu, dell’Europa. E le sue battaglie continuano a essere necessarie, indipendentemente da come ciascuno di noi possa di volta in volta giudicarle».

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