“Inadempienti 17 consiglieri” In Sala Rossa pronte le lettere di sollecito: “Quanto avete speso?”

La Stampa – Cronaca di Torino
Beppe Minello

«Sbrigatevi a rivelare quanto avete speso nella campagna elettorale del 2011». È più o meno questo il contenuto delle lettere che, appena verranno firmate dal segretario generale del Comune, Mauro Penasso, partiranno alla volta di quei consiglieri comunali che non hanno ancora dichiarato «le spese sostenute e le obbligazioni assunte per la propaganda elettorale» di tre anni fa.

Legge sulla trasparenza
Perché solo oggi? Perché prima non era obbligatorio. Non c’erano sanzioni, introdotte solo recentemente dalla cosiddetta «Legge sulla trasparenza» recepita dal Comune che, nel febbraio scorso, ha approvato il relativo regolamento. Un atto che, alla luce delle disavventure regionali piemontesi e non solo, è diventato improvvisamente un argomento scottante. Tanto che il polemista per eccellenza della Sala Rossa, il radicale imprestato al Pd, Silvio Viale, c’ha montato sopra una polemica che sta inducendo le presunte «vittime», le quali ostentano un’olimpica indifferenza, a correre velocemente ai ripari.

L’accusa al presidente
Con in ballo le elezioni, il momento è delicatissimo ché l’opinione pubblica fa presto a fare di ogni erba un fascio. Dicevamo di Viale il quale, l’altro giorno, nel pieno di un Consiglio comunale già nervosissimo per la delibera che sostanzialmente «finge» di aderire al diktat referendario sull’acqua pubblica che a Torino, grazie a Smat, è una preziosa risorsa per la collettività, e alle polemiche legate al dito medio scattato dalla mano del sindaco Fassino al Filadelfia, ha mirato al bersaglio grosso. Ha accusato il presidente della Sala Rossa, Giovanni Maria Ferraris dei Moderati, o chi per lui, di non voler riferire in aula sulle presunte reticenze dei consiglieri in materia di spese elettorali. Una reticenza, era l’accusa sottintesa di Viale, giustificata dal fatto che Ferraris è tra quelli che non hanno ancora dichiarato le spese del 2011. «Mi dispiace che il presidente del Consiglio comunale – ha polemizzato il radicale – abbia eluso l’argomento e tolto la parola. Io volevo semplicemente sapere perché 17 consiglieri comunali non hanno ancora adempiuto all’obbligo di dichiarare le spese elettorali sostenute nel 2011 per la propria elezione».

«Almeno i candidati»
«In particolare – ha aggiunto Viale – chiedo che lo facciano almeno coloro che sono candidati alle prossime elezioni regionali, visto che dovranno rendere pubbliche per legge le spese sostenute dal giorno dell’indizione dei comizi. Quindi anche le spese dei manifesti giganti il cui volto ha dominato sulle vie cittadine nei giorni scorsi. Che fiducia per la trasparenza possono avere coloro che hanno già violato l’obbligo di dichiarare le spese sostenute nel 2011?». Insomma, una polemica feroce su un argomento imbarazzante ma che lascia interdetti i destinatari delle «accuse». Innanzitutto Ferraris che promette di rimediare al più presto: «Prima la legge non lo prevedeva, ora provvederò. Non devo nascondere niente».

«Non era obbligatorio»
Men che meno Marco Grimaldi di Sel, pure lui con il compagno Michele Curto, messi nel mazzo da Viale. «Ma per piacere – dice il candidato nel listino di Chiamparino – scopro ora che devo dichiarare le spese del 2011 e, ovviamente, lo farò. Non comprendo la polemica di Viale». Che Maurizio Marrone (Fd’I) manda a stendere: «Viale guardi meglio il sito del Comune: la mia dichiarazione c’è». Tutti gli altri consiglieri comunali candidati alle Regionali hanno invece adempiuto a ciò che, solo recentemente, è diventato un obbligo: Luca Cassiani del Pd, Michele Coppola e Silvio Magliano di Ncd, Piera Levi Montalcini e Giuseppe Sbriglio dei Moderati. All’appello manca una dozzina di inquilini della Sala Rossa: a tutti loro sta arrivando la lettera di sollecito del segretario generale.

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