Israele e Palestina: Una Guerra Metafisica

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Se la massima arcinota “Historia magistra vitae” ha un valore assoluto, è palese, che gli egoismi della razza producono violenza, la violenza produce l’ annientamento di qualsiasi diritto naturale ed individuale e la perdita dei diritti conduce in una spirale d’ odio reciproco, dalla quale è quasi impossibile trovare una via d’ uscita.

Nel corso della storia dei popoli, una moltitudine di essi, è stata catturata da tale groviglio di violenza.

Oggi questa spirale sembra fagocitare in maniera irreversibile il popolo israelita ed il popolo palestinese.

Se volessimo ricercare le ragioni del conflitto, partendo dall’ immigrazione di fine 800 verso il medio oriente degli israeliti, passando dai 25 anni di guerra del conflitto arabo-israeliano, ci si renderebbe conto che si tratta di una “Guerra Metafisica”: i contendenti si affrontano in guerre e guerriglie varie, tutti gridando di aver vinto, ma in fin dei conti la vittoria non importa a nessuno e si aspetta solo la prossima battaglia.

L’ immigrazione israeliana nel territorio Arabo inizia sul finire del XIX secolo, quando i movimenti Sionisti volevano riappropriarsi di quella che definivano la loro terra d’ origine.

Nel 1939, la Gran Bretagna, che controllava quella zona, formulò un progetto (il libro bianco) che prevedeva  entro dieci anni la nascita di uno stato indipendente che riuscisse a garantire la pacifica convivenza tra Ebrei e Arabi.

Dopo il 1945 la crisi tra i due popoli esplose, e nel 1947, l’ Assemblea generale delle Nazioni Unite approvò un piano di ripartizione della Palestina fra uno stato Arabo e uno Ebraico.

 Il territorio di Gerusalemme, poi , venne sottoposto ad amministrazione fiduciaria ONU, dividendo la parte antica della città, sotto il controllo israeliano, e la periferia, Ramallah, sotto il controllo arabo.

Il 15 Maggio del 48′ venne proclamato lo stato di Israele, il giorno successivo, gli eserciti arabi invasero il neonato stato dando inizio ad una guerra durata venticinque anni che ha visto il succedersi di battaglie inutili, terminate con la fine della guerra del Kippur nel 1973.

Da questo punto si sperava che il conflitto fosse definitivamente terminato, ma dal “conflitto universale” tra arabi e israeliani, si passò al “conflitto particolare” tra palestinese e israeliani.

Yasser Arafat a guida dell’ OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina),idealizzò  ed applicò la via del terrorismo per liberare la Palestina, ad oggi l’ OLP è stata riconosciuta come l’ organizzazione terroristica più ricca di tutto il mondo arabo (grazie anche a finanziamenti da parte di stati filo-sovietici).

Per tutti gli anni 80′, fino ad oggi, il territorio palestinese ed israeliano è stato il teatro di uno psico-dramma dove l’ egoismo ideologico e l’ integralismo, sia islamico che sionista, ha mietuto migliaia di vittime tra la popolazione inerme.

I due schieramenti e quindi i due popoli si sono arroccati su posizioni individualmente comprensibili ma inconciliabili tra loro.

Gli israeliani  rivendicano la sovranità territoriale e la sovranità di Gerusalemme che considerano come loro unico luogo di culto e di memorie storiche, considerano prioritaria la lotta al terrorismo di matrice islamica, quindi  inutile qualsiasi trattativa con i palestinesi, fin quando non dichiarano concretamente guerra al terrorismo islamico. Come si può pensare che Israele possa avere al suo fianco uno stato che appoggia i terroristi?

I palestinesi dal canto loro, non accettano il termine terrorismo, per loro è una guerra di liberazione che conducono con i pochi mezzi a loro disposizione, non potendo schierare  un esercito regolare. Ripudiano il termine Kamikaze, per loro sono Shaid (Martiri); le colpe sono tutte di Israele che attacca e occupa territori palestinesi andando a costituire dei Settlements (insediamenti ebraici).

Questo è il quadro dove si svolgono battaglie inutili di una guerra metafisica che non ha nè vinti nè vincitori, ma solo vittime innocenti, la ferita della striscia di Gaza continua a riaprirsi e colorare le membra della terra di rivoli rossi.

E’ notizia di oggi,  il bilancio delle vittime, dopo la nuova invasione della striscia è salito a 271 morti e 2020 feriti, e pure la soluzione sembra essere a portata di mano….. creare  due stati indipendenti e sovrani, democratici e laici, dove all’ odio della razza e delle religioni si contrapponga la tolleranza per le diverse culture e il rispetto dei diritti naturali e ad ogni arroccamento ideologico e integralista, sostituire un dialogo inter-culturale.

Oggi più che mai sembrano riecheggiare le sobrie parole di un uomo, non un messia, che armato di dialogo e un pugno di sale, avvolto nel suo Dhoti, esclamava:

Bisogna combattere la violenza. Il bene che pare derivare è solo apparente, il male che nè deriva è per sempre.

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