Pannella, stop allo sciopero: sospettano un tumore

Corriere della Sera
Al.Ar.

Marco Pannella ieri pomeriggio ha sospeso lo sciopero della fame e della sete. Forse nemmeno il leader radicale ha tenuto il conto di quanti scioperi sta facendo per protestare contro la situazione delle carceri italiane. Il suo fisico sì, però. E questa volta sono stati i medici ad implorare Pannella di soprassedere alla sua protesta pacifica. Questa volta è stata una biopsia ai polmoni a far suonare un campanello d’allarme, violento e pericoloso. «L’ipotesi è che si tratti di un fatto tumorale», ha spiegato lo stesso leader radicale dai microfoni della sua radio. E ha aggiunto: «Tutti sanno che quando si parla di tumori c’è una gamma articolata e diversa di fenomeni, si tratta ora di capire quale. Per avere i risultati della biopsia serviranno novedieci giorni». Lui però ha accettato di sospendere soltanto per trentasei ore il suo Satyagraha, la sua protesta pacifica di astensione dal cibo e dai liquidi.

«Ho fiducia in Claudio Santini, il medico della clinica dove sono stato ricoverato. Quindi sospendo, però non smetto» ha detto Marco Pannella. Sono diciannove giorni che Pannella porta avanti il suo sciopero insieme alla segretaria del Partito radicale, Rita Bernardini. I medici gli hanno lanciato un appello accorato. «Pannella è in un evidente stato di denutrizione testimoniato da un peso di 75 chilogrammi», hanno scritto i medici in una nota, spiegando che al leader radicale è stato riscontrato «un processo espansivo polmonare la cui natura è tutta ancora da determinare». La protesta di Marco Pannella e di Rita Bernardini è una richiesta precisa: «intervenire immediatamente per garantire le cure oggi negate a migliaia di detenuti che non possono essere curati nelle strutture carcerarie». Secondo Pannella i responsabili di questa situazione sono il ministero della Giustizia, quello della Sanità e i magistrati di sorveglianza.

 

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