Eutanasia: politico, batti un colpo. Serve una legge

cronache del garantista
Marco Cappato

Basta un Gruppo parlamentare per ottenere che il Parlamento discuta di eutanasia. È infatti sufficiente che un Gruppo inserisca la proposta di legge di iniziativa popolare per l’eutanasia legale e il testamento biologico tra quelle che spettano di diritto anche ai gruppi di minoranza. Se la discussione partirà, non sarà facile tenere del tutto all’oscuro quei 6 italiani su 10 favorevoli alla legalizzazione.

Serve un gruppo, dunque. Basterebbe, ad esempio, che il Partito democratico di Renzi lasciasse libertà d’azione sui temi che non fanno parte del programma di Governo; oppure che questo Beppe Grillo dotato di legioni di Parlamentari più o meno al seguito si ricordasse di quel Beppe Grillo che qualche anno fa inveiva contro il Parlamento perché non discuteva la sua proposta di legge di iniziativa popolare (e i partiti rispondevano a lui ciò che i suoi rispondono a noi: non è una priorità); o magari basterebbe che Berlusconi rileggesse il Montanelli sul fine-vita e frequentasse di più Vittorio Feltri; o che Vendola riuscisse a trasformasse una "posizione" in una battaglia; o persino che Salvini ascoltasse quella maggioranza di leghisti favorevoli alla legalizzazione nel Nord-Est (fonte "Il Gazzettino") e realizzasse che la legalizzazione delle prostituzione non è l’unica legalizzazione che funziona.

Insomma, basterebbe poco per ottenere che "il Parlamento si faccia vivo", come chiedono 70 persone in 200 secondi di video-appello promosso dall’associazione Luca Coscioni con malati, infermieri, medici, cittadini e personalità che vogliono si discuta al più presto quella proposta depositata dall’Associazione Luca Coscioni nel settembre 2013, e mai calendarizzata nelle commissioni competenti.

Basterebbe poco, ma anche il "poco" per questi partiti italiani diventa tantissimo, troppo. A 8 anni dalla "morte opportuna" (nella sua stessa definizione di eutanasia) del radicale Piero Welby, dobbiamo constatare come il Parlamento abbia sprecato ogni occasione ed eluso ogni richiesta di offrire agli italiani una buona legge sul fine vita. Un’occasione la offrì il presidente Napolitano nel 2006, quando rispose a Welby: "(…) raccolgo il suo messaggio di tragica sofferenza con sincera comprensione e solidarietà; esso può rappresentare un’occasione di non frettolosa riflessione su situazioni e temi, di particolare complessità sul piano etico, che richiedono un confronto sensibile e approfondito, qualunque possa essere in definitiva la conclusione approvata dai più; mi auguro che un tale confronto ci sia, nelle sedi più idonee, perché il solo atteggiamento ingiustificabile sarebbe il silenzio, la sospensione o l’elusione di ogni responsabile chiarimento."Purtroppo, "il solo atteggiamento ingiustificabile" è il solo che sia stato manifestato in Parlamento dal 2006 ad oggi.

"Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi", recita la Costituzione. Non sappiamo se sia la più bella, come vantano alcuni, ma è certamente più calpestata. Mentre riceviamo con avida curiosità le ultime novità di Mafia-Capitale o del prossimo scandalo di MafiaItalia, non dovremmo dimenticare ciò che nelle carceri hanno sempre presente: ignorare la Costituzione e ogni decenza istituzionale, e con esse ignorare l’opinione pubblica e le nuove realtà sociali, è uno scandalo più grave di ogni penultima dirompente inchie- sta sulla criminalità politica. È davvero ora che il Parlamento si faccia vivo.

PS: Chiunque voglia inviare un messaggio ai Parlamentari, con un proprio video o foto, può farlo scrivendo a coordinamento@eutanasialegale.it

© 2014 cronache del garantista. Tutti i diritti riservati

POST COLLEGATI

Mettiti in contatto con noi

 

DIFFONDI LA CAMPAGNA