Carceri, Radicali: grande incertezza per il futuro dell’Opg di Montelupo Fiorentino

Questa mattina una delegazione radicale dell’Associazione Andrea Tamburi composta da Massimo Lensi, Maurizio Buzzegoli, Emanuele Baciocchi e Michele Migliori ha visitato l’Ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo F.no. 

L’iniziativa rientra nell’ambito della mobilitazione nazionale del “Satyagraha di Natale” che ha visto la partecipazione di centinaia di cittadini e che vede impegnato in uno sciopero totale della fame e della sete il leader dei Radicali, Marco Pannella. La visita, durata circa due ore, si è strutturata con un ingresso tra le sezioni e un colloquio con il personale penitenziario. 

Maurizio Buzzegoli, membro della direzione nazionale di Radicali Italiani, ha dichiarato: “Nonostante il complesso abbia subito da qualche anno un netto miglioramento , rimane inidoneo per la destinazione degli internati a partire da un concreto percorso di recupero e di rieducazione. Il problema persiste: persone affette da patologie psichiatriche non possono essere destinate ad una struttura penitenziaria come quella di Montelupo Fiorentino”. 

Ad oggi sono presenti 121 detenuti, ma, in alcune sezioni, sono stati riscontrati problemi di sovraffollamento: “Nonostante la previsione di chiusura, in un anno è stato riscontrato un aumento (destinato a salire) della popolazione detenuta. Nel maggio 2014 erano presenti 99 internati, oggi sono diventati 121 – continua Buzzegoli- di conseguenza anche la Polizia penitenziaria, già sotto organico di 16 unità, avverte problemi nella gestione”. 

Nel corso della visita sono stati constatati anche problemi igienico-sanitari e la totale assenza di investimenti statali nelle attività di rieducazione. Ma sul futuro della struttura e dei detenuti è intervenuto Massimo Lensi, componente del Comitato nazionale di Radicali Italiani ed ex consigliere provinciale: “Forse nasceranno i nuovi mini-Opg, i Rems (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza), o forse non vedremo niente di tutto ciò e tutto cambierà per restare sempre uguale. Le distrazioni in Italia sono all’ordine del giorno, meglio ancora se programmate in anticipo e – conclude – incertezza: ecco, in estrema sintesi, la parola chiave per il superamento dell’Opg di Montelupo. Incertezza sulle nuove strutture di destinazione dei 121 internati a Montelupo, incertezza per il lavoro degli agenti di custodia e degli addetti sanitari. Il rischio che il 31 marzo (data prevista per la chiusura degli Opg) si cucini l’ennesima frittata all’italiana è alto”.

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