Unioni Civili, Magi: unioni civili e riconoscimento genitori dello stesso sesso. Roma sia capitale della laicità contro ogni fondamentalismo

Dichiarazione di Riccardo Magi, presidente di Radicali Italiani e consigliere comunale a Roma

“Finalmente la delibera sulle unioni civili a firma Battaglia, Magi, Raggi, Celli, Tempesta, Caprari. L’attesa è stata lunga se consideriamo che la delibera è stata depositata nell’ottobre 2013 e esattamente un anno fa aveva già avuto i pareri favorevoli delle commissioni competenti. Ora, mentre speriamo che l’assemblea arrivi al voto in tempi rapidi, è importante che l’amministrazione capitolina assuma una posizione chiara e con atti concreti anche in merito al riconoscimento di genitori dello stesso sesso”.

“La sentenza della Corte d’Appello di Torino, che ieri ha riconosciuto l’esistenza di due genitori dello stesso sesso e ordinato all’ufficiale di stato civile del comune di trascrivere la nascita del bambino di una coppia di donne come figlio di entrambe, è un passo importante nella direzione del pieno riconoscimento delle unioni familiari e affettive”.

“Alla luce di questa sentenza e alla vigilia della tanto attesa discussione in Assemblea capitolina della delibera per l’istituzione del registro comunale delle unioni civili, sarebbe importante che il comune di Roma, che con la nuova amministrazione ha voluto distinguersi per l’impegno sul fronte dei diritti civili, aprisse a quelle coppie di genitori omosessuali che, come le due mamme di Torino, vogliano vedere riconosciuta la propria genitorialità e beneficiare insieme ai loro figli degli effetti giuridici”.

“Perché, infatti, aspettare l’intervento di un tribunale per adottare un’iniziativa che non ha ostacoli di natura giuridica, ma, anzi, garantirebbe senza discriminazioni la tutela della genitorialità contenuta nella Costituzione italiana e prevista dalle normative europee?”

“Trascrivere le nascite di bambini di coppie omosessuali come figli di entrambi i genitori sarebbe, per la capitale d’Italia, il modo migliore di ribadire con forza ancora maggiore i principi affermati solo quale mese fa con le trascrizioni delle nozze gay contratte all’estero, poi annullate dal prefetto”.

Riccardo Magi

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