Emma Bonino in diretta alla radio: “Ho un tumore ma lotterò voglio essere libera fino alla fine” Annuncio dell’ex ministro. La scoperta nei giorni di Natale in Indonesia A chi soffre: “Non siamo la nostra malattia”. Non lascerà l’attività p

da La Repubblica
Giovanna Casadio

Il primo malessere si è manifestato durante il viaggio in Indonesia alla vigilia di Natale. Ma, appreso di cosa si trattasse, Emma Bonino non ha esitato a fare il gesto radicale, trasformando il personale in politico, dichiarando la sua malattia in diretta a Radio Radicale, commossa ma trattenendo le lacrime: "Ho un tumore al polmone. Ho iniziato una chemioterapia di sei mesi". C’è tutta la storia politica di Bonino, le sfide – dall’arresto per l’aborto clandestino autodenunciato nel 1975 alle lotte per i diritti umani e civili – nell’annuncio di pochi minuti di ieri. Prima, aveva telefonato al Quirinale per informare il presidente Giorgio Napolitano. Una questione di rispetto istituzionale. È questo l’altro elemento importante della decisione di rendere pubblica la malattia: farlo sapere chiedendo al tempo stesso che i media non speculino, non frughino nelle vicende più intime. Perché "il personale è sì politico ma – come ripete – il privato non è pubblico".

Napolitano era in visita alla camera ardente del regista Francesco Rosi, e l’ha richiamata nel pomeriggio. Il capo dello Stato fu uno dei convinti sostenitori della nomina di Bonino a ministro degli Esteri del governo di Enrico Letta. "Massima trasparenza se sei un personaggio politico" è il motto di Emma. E quindi, ora che il suo nome era finito – come sempre dalla fine degli anni Novanta – nella lista dei candidati per il Colle, ha voluto evitare che il frullatore girasse impazzito.

Il tumore si è installato nel polmone da sei mesi. È asintomatico e aggredibile, infatti l’ex commissaria Ue ha iniziato subito la chemio. Bonino vuole rendere esemplare il suo caso anche con quel messaggio a chi vive la stessa esperienza: "A tutti coloro che in Italia e altrove affrontano questa o altre prove voglio solamente dire che dobbiamo tutti sforzarci di essere persone e di voler vivere liberi fino alla fine, insomma io non sono il mio tumore e voi neppure siete la vostra malattia, dobbiamo solamente pensare che siamo persone che affrontano una sfida che è capitata". La libertà è la religione della leader storica dei Radicali, anima delle campagne di disobbedienza civile e per la liberazione delle donne che sono state lo spartiacque della modernità in Italia. "Io volevo trasmettere un pò di forza…", è stata la sua preoccupazione mentre partiva il tam tam dell’apprezzamento, dei riconoscimenti, della solidarietà.

 

Su Twitter è stato lanciato l’hashtag #ForzaEmma e si sono rincorsi i messaggi della presidente della Camera, Laura Boldrini ("ForzaEmma, esempio di politica come passione, un abbraccio da me e da Montecitorio"), di Nichi Vendola, il leader di Sel ("Farà anche questa battaglia difficile "), della vice segretario del Pd, Debora Serracchiani ("Emma trasmette un messaggio di forza e consapevolezza, ha dignità e stile non comuni"), dell’attuale ministro degli Esteri, Gentiloni ("Ministra e donna coraggiosa "), dei parlamentari dei 5Stelle e di quelli di Fratelli d’Italia. Tutti ad augurarle una pronta guarigione, a scommettere sulla sua sfida.

Ma Bonino non abbandona le battaglie politiche: "Non sono intenzionata ad interrompere le mie attività perché da una passione politica non ci si può dimettere, però è chiaro che le mie attività dovranno essere organizzate in base alle esigenze mediche cui è necessario dare in questo momento una priorità assoluta, cosa non facile anche per me". Alcuni cambiamenti ci sono già. Sono state annullate le lezioni che avrebbe tenuto, prima italiana, alla Scuola dell’Ena a Parigi sulle politiche europee spiegando la sua idea di “federazione leggera” tessuta con i tanti aneddoti sugli incontri con Spinelli, Sciascia, Delors, Kohl.

Dovrà viaggiare meno, mentre ancora poche settimane fa era stata in Iran, poi in Algeria. Laica e anticlericale, nell’aprile scorso ha telefonato al Papa chiedendogli di convincere Marco Pannella a sospendere uno dei suoi ennesimi Satyagraha, lo sciopero della fame e della sete. Cosa che Papa Francesco ha poi fatto. Non si arrende mai, Bonino. Ieri ha voluto concludere alla radio con un appello e gli auguri: "Spero che il vostro affetto e incoraggiamento si trasformino in iscrizioni al partito dei radicali, che possono essere simpatici o meno, non li avete mai apprezzati moltissimo, ma forse è arrivato il momento di dirvi che le battaglie che portiamo avanti magari oggi sembrano marginali, ma invece sono fondamentali per la vita di tutti e per la democrazia. Vi ringrazio e spero che magari per una volta mi ascoltiate sul serio, buon anno a tutti".

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