Unioni civili, Magi e Capriccioli: invece di festeggiare in Campidoglio Zingaretti e Smeriglio abroghino in Regione la discriminatoria “Legge Storace sulla famiglia”

Dichiarazione di Riccardo Magi, consigliere Comunale radicale della Lista Civica Marino, e di Alessandro Capriccioli, segretario di Radicali Roma:

“Secondo Massimiliano Smeriglio, vice di Zingaretti alla Regione Lazio, l’approvazione della delibera sulle unioni civili in Campidoglio è ‘un passo avanti per la civiltà’ che ‘riconnette’ Roma ‘con le grandi capitali del mondo’. Ebbene, invece di festeggiare quanto accade al Comune Smeriglio e Zingaretti dovrebbero spiegare ai cittadini come possa conciliarsi tanto entusiasmo con il fatto che la Legge per gli interventi a sostegno della famiglia tuttora vigente per tutta la Regione Lazio riguardi esclusivamente le famiglie fondate sul matrimonio, e che addirittura subordini la concessione di prestiti a tasso agevolato, l’edilizia residenziale pubblica e il rimborso delle spese relative a utenze e imposte alla ‘esibizione dell’atto matrimoniale entro un anno dalla concessione dei benefici'”.

“Si tratta della famigerata Legge Regionale 7 Dicembre 2001 n. 32 (‘Interventi a sostegno della famiglia’), meglio nota come ‘Legge Storace sulla famiglia’, evidentemente discriminatoria su servizi essenziali riguardanti tutti i cittadini del Lazio, il cui intero impianto è costruito su presupposti diametralmente opposti a quelli che oggi Smeriglio saluta enfaticamente come elementi di ‘civiltà’. Piuttosto che accorrere nell’Aula Giulio Cesare per festeggiare l’approvazione della delibera, circondato dallo stato maggiore di Sel compreso Nichi Vendola in prima fila, Smeriglio farebbe bene a occuparsi immediatamente, insieme al Presidente Zingaretti e alla loro maggioranza, di sanare questo vulnus: perché, a prescindere dal fatto che gli interventi vengano o non vengano finanziati, si tratta di una legge letteralmente odiosa e discriminatoria nella filosofia, nei principi e nell’impianto che deve essere subito abrogata”. 

Alessandro Capriccioli, Riccardo Magi

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