Utilizzo di sorgenti radioattive nelle attività estrattive. Bolognetti, agli amici dell’Abruzzo e delle Marche dico: Sì, la Baker ha utilizzato sorgenti radioattive.

Come sui siti di bonifica, come sull’anagrafe dei siti da bonificare, come sul caso Fenice, come sui veleni di regime, i veleni industriali e politici che appestano la Basilicata e l’Italia intera, questa è l’opera svolta in questi anni.

Per la prima volta la conferma dell’utilizzo delle sorgenti radioattive nelle attività collegate alla ricerca ed estrazione di idrocarburi. 

Conoscere per deliberare, appunto.

Fame di Diritto, Legalità, Giustizia, Democrazia, Conoscenza

 

Di Maurizio Bolognetti, Giunta Radicali Italiani e Consigliere Associazione Coscioni(al 18° giorno di sciopero della fame:

“C’è un diritto alla verità da intendersi come diritto alla conoscenza. C’è un diritto umano alla conoscenza che occorre contrapporre a una presunta ragion di Stato, che in terra di Basilicata viene declinata in ragion di Company e di Lobby”.

“Perché, ripetutamente, la Prefettura di Potenza è costretta a richiamare alcune società che lavorano per conto delle compagnie petrolifere, rammentando che quando si utilizzano sostanze radioattive ‘le comunicazioni devono pervenire alle amministrazioni competenti almeno 15 giorni prima dell’impiego e devono necessariamente indicare la località nonché la data dell’impiego della sorgente radioattiva’, al fine – aggiunge la Prefettura – ‘di consentire le attività di vigilanza e controllo’?”

“Dov’è la legge, dov’è lo Stato, dove sono gli organi di controllo in territori assurti ad enclave delle compagnie petrolifere?”

“A volte pronunciata ad alta voce, a volte masticata a mezza bocca e quasi sussurrata, da anni una domanda rimbomba da un capo all’altro della regione: le compagnie petrolifere operanti in Basilicata hanno utilizzato nelle loro attività sostanze radioattive?”

“Ai veleni – non pochi – collegati alle attività di ricerca ed estrazione idrocarburi, che con certezza assoluta hanno contaminato le matrici ambientali delle nostre valli, si aggiungono anche le sorgenti radioattive utilizzate da Eni in Val d’Agri e da Total nella Valle del Sauro”.

“Non so se l’utilizzo di queste sostanze abbia provocato danni all’ambiente, come certamente è avvenuto per le emissioni provenienti dal Centro Oli o per l’azzardo rappresentato da trivellazioni effettuate a ridosso di invasi e sorgenti; quello che so è che di certo sono state usate. La certezza l’ho avuta dalla risposta che Arpab ha dato a un mio quesito il 30 dicembre 2014: ‘da quanto risulta agli atti, gli eventuali impieghi di sorgenti radioattive presso i cantieri Eni di Viggiano – in fase di ricerca, trivellazione, esplorazione, estrazione di idrocarburi – sono effettuati da Ditte esterne, tra cui ad esempio risultano comunicazioni a tal fine pervenute da parte della Ditta ‘Wetherford Mediterranea SpA’ di Ortona(Ch) e dalla Ditta ‘JMItalia srl’ di Vaprio d’Adda’”.

“E in effetti, quanto scritto dall’Agenzia trova puntuale riscontro in una nota che la stessa  invia alla Prefettura di Potenza, ai Vigili del Fuoco e all’Asp, avente per oggetto una comunicazione datata 24 marzo 2014, con la quale la Wetherford Mediterranea SpA segnala ‘l’impiego di sorgenti radioattive presso 3 pozzi dell’Eni in agro di Marsiconuovo e in agro di Viggiano'”.

“Senza voler fare gratuiti allarmismi, dalla lettura dei documenti di cui sono venuto in possesso si evince che l’utilizzo delle sorgenti in oggetto non è esattamente esente da rischi e che le stesse sono state utilizzate per effettuare indagini geofisiche sui pozzi Cerro Falcone 9Or, Monte Alpi 5Or e Monte Enoc 5Or, attraverso un ‘Generatore di neutrone contenente la sorgente radioattiva Trizio'”.

“Spostandosi dalla Valle dell’Agip alla Valle del Sauro la musica non cambia: le sorgenti radioattive vengono utilizzate anche dalla Total e magari, chissà, occorrerebbe far chiarezza anche sul rispetto delle norme di sicurezza”.

“Il 12 febbraio 2014, la Prefettura indirizza una nota alla Wetherford avente per oggetto ‘Comunicazione impiego sorgenti radioattive’ presso il pozzo petrolifero Tempa Rossa 2 Dir-St”.

“Il 18 febbraio 2014, la stessa Prefettura invia una comunicazione alla ‘Schlumberger SpA’, avente anch’essa per oggetto l’utilizzo di sorgenti radioattive presso il pozzo Total denominato ‘Tr-2.G2′”.

“La nota più interessante, però, in questa ennesima storia di informazioni ambientali ‘secretate’ è quella che Arpab indirizza il 16 gennaio 2014 alla Prefettura di Potenza, avente per oggetto l’utilizzo di sorgenti radioattive ad alta attività da parte della società ‘Baker Hughes’, presso il cantiere di perforazione Tempa Rossa in agro di Corleto Perticara”.

“Nella sopra citata comunicazione viene segnalato al Prefetto che le sorgenti radioattive impiegate dalla Baker rientrano tra quelle ‘ad alta attività’ di cui al D.LGS 52/2007, ma soprattutto dalla stessa apprendiamo di ‘almeno’ una situazione incidentale verificatasi sul territorio lucano connessa all’utilizzo di sorgenti radioattive e precisamente presso il Pozzo Gorgoglione 2 ST quater. Nel rammentare l’episodio, mai assurto agli onori della cronaca, l’Agenzia racconta di una sonda, ‘contenente sorgenti radioattive’, incastratasi e  ‘abbandonata nel sottosuolo a grande profondità’. L’Arpab conclude la missiva affermando che occorre ‘prevenire e limitare i danni in caso di eventi accidentali del tipo suddetto, cercando di evitare che le sorgenti impiegate diventino successivamente ‘orfane’, abbandonate nell’ambiente e lasciate in eredità, con notevoli difficoltà di controllo e di applicazione di tutte le norme di radioprotezione'”.

“Nell’affermare che rende non poco inquieti quel ‘almeno un caso noto sul nostro territorio regionale’,  che lascia presupporre possibili altri casi non noti, credo sia davvero giunto il momento di spalancare porte e finestre anche sulla questione dell’utilizzo delle sorgenti radioattive nell’ambito delle attività di ricerca ed estrazione idrocarburi che insistono nelle nostre valli”.

 

Approfondimenti

Comunicazione Baker 2013

Esposto-denuncia Bolognetti

Gazzetta del Mezzogiorno, 17 gennaio 2015

Nuova del Sud, 18 gennaio 2015

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