Democrazia a porte chiuse: la città metropolitana di Firenze sembra solo la bella addormenta delle favole. Un ente vicino al fallimento politico

Dichiarazione di Massimo Lensi e Maurizio Buzzegoli, rispettivamente Presidente e Segretario dell’Associazione per l’iniziativa radicale “Andrea Tamburi”:

“Basta scorrere l’elenco dei comunicati della Città Metropolitana di Firenze per capire che a settembre, quando si svolsero le elezioni di secondo grado per il consiglio metropolitano, eravamo stati facili profeti. Questo nuovo ente locale, a tutti gli effetti il primo esperimento di democrazia a porte chiuse di impianto renziano, mostra chiaramente, giorno dopo giorno, che sta facendo poco o nulla. È stato approvato solo il piano esecutivo di gestione (un atto dovuto); sono state affidate deleghe ai consiglieri di maggioranza senza un programma di insieme; nel silenzio generale sono state create addirittura due commissioni e i lavori dell’itinerante consiglio metropolitano si svolgono nel disinteresse dell’opinione pubblica. Un bel capolavoro”.

“La riforma Delrio, quella grande riforma che avrebbe dovuto garantire il risparmio e modernizzare il paese, è un fallimento. Ci sono perecchie decine di dipendenti provinciali sul territorio regionale da ricollocare e il 28 febbraio è scaduto il termine entro il quale il presidente del consiglio avrebbe dovuto adottare un decreto per regolare le procedure di mobilità del personale in soprannumero. La Regione, senza avere la necessaria copertura finanziaria, sta tentando di assorbire con legge regionale alcune delle principali funzioni delle vecchie provincie: senza uno straccio di governance di progetto e per di più snaturando il profilo costituzionale delle Regioni stesse, enti legislativi e non amministrativi. Un disastro nel disastro. La Città Metropolitana sembra solo la Bella Addormentata in attesa del suo Principe Azzurro. Al Sindaco della Metrocittà, infatti, interessa più – molto di più – governare Firenze che non il territorio provinciale. Per ora i servizi ai cittadini sono garantiti solo dall’esperienza dei dipendenti e dai bilanci della amministrazione provinciale uscente”.

“Seguiremo con attenzione e metodo critico i lavori di questo organo, ma siamo sempre più convinti che abolendo la partecipazione diretta dei cittadini, i risultati non potrebbero essere diversi: si è voluto creare un feticcio istituzionale e non si ha neanche il coraggio di governarlo”.

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