Il trasloco dei dipendenti slitta ancora. Ora l’obiettivo è la primavera del 2016

La Stampa cronaca di Torino
Maurizio Tropeano

Il trasloco del personale e l’apertura degli uffici della Regione nel grattacielo progettato da Massimiliano Fuksas non avverrà entro la fine dell’anno ma, con ogni probabilità, nella primavera del 2016. La prossima settimana, il vicepresidente della giunta, Aldo Reschigna, spiegherà in Consiglio regionale lo stato di avanzamento dei lavori, ma resta difficile ipotizzare che le opere di urbanizzazione – dai parcheggi alla viabilità – siano completate nei prossimi mesi. Oggi il vicepresidente incontrerà l’impresa che si è aggiudicata i lavori per fare il punto della situazione e verificare il crono-programma, e ci tiene a precisare che «non ci sono ritardi per quanto riguarda il palazzo e la bonifica dell’area». 

Arredi, manca la gara

Senza dimenticare che la gara per gli arredi non è stata ancora bandita, anche se secondo Reschigna «siamo a buon punto e, comunque, è una situazione che mi preoccupa di meno». Giorgio Bertola, capogruppo dei 5 Stelle in Consiglio regionale, invece, praticamente scommette sullo «slittamento di alcuni mesi del trasloco alla luce delle informazioni in nostro possesso». E Gianni Serra, coordinatore del sindacato Csa, sottolinea anche la necessità di «collaudare l’opera» prima di «trasferire il personale» e, soprattutto, la necessità di «garantire ai dipendenti la possibilità di raggiungere in sicurezza il luogo di lavoro perché adesso c’è solo fango».

Il capogruppo dei grillini, poi, esaminando i dati del bilancio di previsione, ha notato anche come le spese per gli affitti siano sostanzialmente rimaste stabili rispetto al 2014: 18 milioni. Finora sono stati disdetti soli i contratti di via Belfiore, una parte di corso Stati Uniti e di un ufficio di piazza Castello dove c’era l’avvocatura. La regione ha risparmiato circa 360 mila euro ma «ad oggi – almeno secondo Bertola – sono stati accorpati e il fatto che non ci sia certezza sulla data del trasloco deriva anche dal fatto che non è ancora partito il contratto di leasing per pagare i lavori». 

Caccia agli ordigni bellici

L’incontro con l’azienda che deve realizzare le opere di urbanizzazione diventa dunque decisivo. Reschigna sottolinea che non ci sono ritardi sulle bonifiche anche se il radicale Giulio Manfredi si chiede perché l’assegnazione dei lavori per ripulire l’area esterna il palazzo dall’eventuale presenza di ordigni bellici (lavori per 50 mila euro) sia stata effettuata solo alla fine di novembre dell’anno scorso: «Non era meglio cercare i residuati bellici nella zona del grattacielo prima di iniziare a costruirlo, e non a grattacielo terminato?». I radicali tornano a chiedere al presidente Chiamparino e al suo vice di rendere trasparente tutto l’iter legato al grattacielo «perché non basta pubblicare sul bollettino ufficiale una sfilza di provvedimenti del novembre scorso».

© 2015 La Stampa cronaca di Torino. Tutti i diritti riservati

POST COLLEGATI

Mettiti in contatto con noi

 

DIFFONDI LA CAMPAGNA