Radicali Milano: La becera memoria corta degli Italiani: il 25 Aprile “de noantri”

Si sa: gli italiani hanno la memoria corta e, anche quando si ricordano qualcosa, lo fanno secondo un malato processo mentale di maggiore o minore convenienza. Non si fermano davanti a niente e nessuno e, se qualcuno lo fa loro notare, la risposta inizia sempre con un “Sì, ma…”

Il 25 aprile 2015, 70° Anniversario della Liberazione dal Nazifascismo, l’intero Paese – dal sindaco del più sperduto paesino a quelli novelli delle città metropolitane, passando per il Presidente della Repubblica – sarà di Tricolore fasciato a commemorare la data simbolo della nostra Rinascita Democratica: l’Italia tutta si stringerà alla propria bandiera in una delle rarissime occasioni in cui si può riconoscere un qualche ideale di Nazione. Cosa buona e giusta, sì, ma…

Non bisogna essere uno storico di professione, bastano i basilari ricordi scolastici di ognuno, per riuscire a farsi tornare alla mente quella frase che compare su tutti i libri di storia “L’Italia fu liberata (anche) dalle Forze Alleate…”. Ecco, c’è un colpevole vuoto di memoria che si protrae da anni, almeno qui, in quella Milano Medaglia d’Oro della Resistenza, da oramai un lustro governata dalle forze di sinistra che, almeno sulla carta, dovrebbero essere le più sensibili a un tema così delicato: in quasi 5 anni di mia permanenza alla Segreteria di Radicali Milano, non una volta abbiamo visto la presenza delle massime autorità cittadine al Cimitero di Guerra del Commonwealth al Parco di Trenno, dove sono sepolti oltre 400 Soldati Alleati che, anche e forse soprattutto loro, hanno contribuito alla nostra liberazione. Basterebbe solo pensare che fu grazie alle Forze Alleate Angloamericane, al sacrificio di uomini che combatterono per un Paese non loro – un prezzo pagato con la vita – che l’Europa intera non fu costretta a parlare tedesco come lingua comune e che fu grazie alla lungimiranza, anche se mirata, degli Americani che, grazie allo European Recovery Program (il Piano Marshall) l’Europa e l’Italia poterono risollevarsi dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale.

Che questa assenza sia colposa, o peggio, dolosa, non spetta a noi dirlo, perché noi Radicali, perché l’Associazione Enzo Tortora Radicali Milano nella fattispecie, noi Radicali ci siamo, ci siamo sempre stati e mi sento di dire ci saremo sempre, quasi accomunati noi con questi soldati, da quella strana voglia di dimenticare che larga parte del Paese ha fatto propria e nella quale molti sembrano crogiolarsi.

Certo è che, in un caso o nell’altro, a questo becero vuoto di memoria deve essere dato termine, affinché venga ripristinata la verità storica e affinché le generazioni future comprendano che il 25 aprile non è la Festa delle sole forze partigiane e che la Liberazione dal Nazifascismo non fu, affatto, merito esclusivo delle forze della sinistra di allora e che le attuali forze della sinistra, così facendo, perpetuano un’infelice quanto pericoloso occultamento. Anche per questo, al Corteo della Manifestazione Nazionale in programma nel pomeriggio, l’Associazione Enzo Tortora e i Radicali Milanesi sfileranno ancora una volta insieme agli Amici della Brigata Ebraica.

Quindi, in questo 70esimo Anniversario della Liberazione, il nostro grazie per la nostra libertà vada in primo luogo ai soldati del Trenno – e a tutti gli altri 49.266 soldati alleati sepolti in Italia – dati della Commonwealth War Graves Commission – quasi sempre dimenticati dal programma ufficiale delle celebrazioni, e saremo orgogliosi di poter dire loro grazie davanti alla lapide del Sergente Paracadutista Allievo Ufficiale Rodolfo Marchiori, caduto per l’Italia a 20 anni, attraverso la presenza, a noi graditissima, del fratello Enrico e della sua famiglia, testimonianza vivente che la libertà è patrimonio di tutti e non di una parte.

Da: Associazione Enzo Tortora – Radicali Milano

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Claudio Barazzetta

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