Consiglio d’Europa e agenzia europea per i Diritti fondamentali: Europa e Italia devono proteggere le persone intersex

Comunicato stampa dell’Associazione Radicale Certi Diritti e di Intersexioni:

“Ci congratuliamo con il commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa per l’importantissimo studio sui diritti umani delle persone con variazioni intersessuali“, commenta Morgan Carpenter, il presidente di OII Australia (Organizzazione Internazionale Intersex Australia), che in questi giorni, con il supporto di Intersexioni e Certi Diritti, è impegnato in un tour italiano organizzato dalla dott.ssa Michela Balocchi e reso possibile grazie ai suoi fondi della borsa di ricerca Marie Curie.

“Il rapporto – continua Carpenter – contiene 8 chiare e semplici raccomandazioni e un’ approfondita analisi della situazione attuale. Identifica molte aree cruciali da riformare per migliorare la salute e i diritti umani delle persone con variazioni intersessuali tra cui la fine di interventi chirurgici ‘normalizzanti’ dannosi e non necessari nonché la patologizzazione delle persone intersessuali. Il rapporto chiede che venga favorita l’autodeterminazione delle persone intersessuali, la nostra inclusione nella legislazione contro le discriminazioni, il nostro accesso al sistema giudiziario e il nostro coinvolgimento in progetti di ricerca e nell’ideazione di misure di riforma. Infine si chiede flessibilità e autonomia nell’autoidentificazione sessuale e di genere”.

“Il rapporto del Consiglio d’Europa” – aggiunge Yuri Guaiana, segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti – “ha il merito di mettere la questione intersessuale al centro dell’agenda europea per i diritti umani, ma il messaggio più importante è che non si debba più parlare di persone intersessuali in loro assenza e che si debba invece sostenere il movimento intersessuale. Anche per questo Certi Diritti ha eletto suo presidente onorario l’attivista intersex Alessandro Comeni”.

Interessanti sono i dati riguardanti l’Italia che emergono dal rapporto dell’Agenzia Europea per i Diritti Fondamentali che offre un’approfondita analisi della legislazione e delle politiche degli Stati membri dell’Unione Europea che interessano le persone intersessuali.

“Concordiamo con entrambi i rapporti – concludono Alessandro Comeni e Michela Balocchi, cofondatori di Intersexioni – quando affermano che moderni standard medici e giuridici devono improntarsi ai diritti umani delle persone intersessuali che rimarranno vulnerabili fintanto che verranno diagnosticati come donne o uomini con un disordine sanitario. Chiediamo al governo Italiano di legiferare immediatamente sul modello maltese per assicurare i diritti umani delle persone intersessuali”.

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