Legge 40, Ass. Coscioni: che fa Lorenzin con Roccella-Morresi-Costa? Nessuno si dimette?

Comunicato stampa dell’Associazione Luca Coscioni:

Il cerchio magico della legge 40: così oggi dalle pagine del Manifesto, Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, e Valentina Stella appellano Eugenia Roccella, Assuntina Morresi, Nanni Costa. “La storia della legge 40 del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita è fatta anche di potere, incarichi e soldi. E mentre la giurisprudenza a poco a poco l’ha fatta a pezzi, nessuno ha pagato per le proprie responsabilità e nessuno ha chiesto ancora scusa. C’è una ristretta cerchia di presunti esperti, personaggi più o meno noti che hanno continuato a galleggiare nonostante tutto”, scrivono Cappato e Stella.

“Partiamo da Eugenia Roccella, al momento vicepresidente della commissione Affari Sociali della camera nel gruppo Ncd-Udc, ma con un passato da radicale nel Movimento di liberazione della donna, rivendica il sostegno a una legge che impone alle donne pratiche mediche dannose e scrive sul suo sito ” mi sono schierata per l’astensione al referendum sulla Legge 40, nel 2005, contro la selezione genetica e quella che alcune teoriche femministe hanno definito ‘l’espropriazione tecnoscientifica della maternità'”.

Poi c’è il braccio destro della Roccella, Assuntina Morresi: “Nella sua qualità di esperta, Morresi difende a spada tratta tutti i divieti della legge 40, nessuno escluso, senza minimamente farsi impressionare dal parere quasi unanimi di tutto il mondo scientifico, degli operatori del settore, delle coppie, oltre che dalle sentenze della Corte costituzionale. L’esperta non sente ragioni e continua a fornire consulenze di parte alla Lorenzin”.

Si finisce con Nanni Costa al vertice del Centro Nazionale Trapianti: “Non si comprende inoltre come mai il registro dei donatori per eterologa sia stato istituito presso lo stesso CNT con aumento di spesa per lo Stato mentre il registro nazionale PMA avrebbe competenza su questa funzione e non vi sarebbe aumento di spesa per raccogliere i dati dei donatori. Addirittura, tra le informazioni che il Cnt chiede, insieme ai dati dei donatori, esce fuori una domanda sulla circonferenza del cranio dei nati da PMA eterologa, perché? Eppure il garante della Privacy nel 2005 ha vietato l’istituzione dei registri dei nuovi nati”.

Dopo l’ ennesima sentenza della Corte Costituzionale, cosa accadrà al cerchietto magico? Da parte loro, certamente nulla. Dopotutto è ancora rimasto il divieto alla ricerca sugli embrioni da difendere. E perché dovrebbero essere loro a fare un passo indietro, quando nessun altro, né del potere italiano né di quello Vaticano, ha ancora pagato per le responsabilità politiche di quanto accaduto? In effetti, prendersela solo con loro sarebbe sproporzionato. Ma il Governo potrebbe almeno nominare esperti che siano esperti in altro che la difesa dell’indifendibile.

 

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Associazione Luca Coscioni

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