MilanoSìMuove deposita 4 referendum

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deposita 4 referendum propositivi

investire su ambiente, mobilità pulita, edilizia sociale, Navigli con i proventi delle privatizzazioni per la trasformazione sostenibile di Milano

 

Croci e Cappato: “Solo i cittadini possono decidere di investire sul futuro di Milano. Il Comitato promotore è aperto a tutti”.

 

Sono stati depositati oggi a Palazzo Marino dal comitato promotore dei referendum per l’ambiente e la qualità della vita “Milanosimuove” 4 nuovi quesiti referendari, corredati dalle firme dei primi 100 promotori, ai sensi dello statuto comunale.

I temi dei referendum sono:

1.    ALLOGGI SOCIALI: La messa a disposizione di 25.000 nuovi alloggi in edilizia sociale senza consumo di suolo, riconvertendo o ricostruendo immobili oggi inutilizzati, con la contestuale riqualificazione anche energetica delle case popolari esistenti e il ripristino di condizioni di sicurezza e legalità

2.    NAVIGLI: La riapertura dei Navigli

3.    MOBILITÀ: Lo sviluppo di un piano integrato di misure per la mobilità sostenibile, con l’allargamento di Area C, una zona a basse emissioni su tutto il territorio del Comune con divieto di circolazione ai veicoli diesel e ai motorini a 2 tempi, nuove aree pedonali e percorsi ciclabili, la linea 6 della metro, una circle line ferroviaria e l’eliminazione delle barriere architettoniche e sensoriali

4.    VERDE PUBBLICO: Una città più verde, con la realizzazione del progetto dei Raggi Verdi, il raddoppio degli spazi verdi e degli alberi e la destinazione a parco pubblico di almeno il 50% dei grandi interventi di trasformazione urbanistica.

I 4 nuovi referendum ripartono dalle richieste dei cittadini espresse con i 5 referendum del 2011, di cui chiedono la completa attuazione e rilanciano con traguardi ambientali e sociali più ambiziosi con un orizzonte al 2020.

Per realizzare la trasformazione sostenibile di Milano, i referendum prevedono che una parte rilevante dei finanziamenti provenga dalla privatizzazione delle società comunali: SEA, A2A, Milano Serravalle, favorendo l’azionariato popolare e riservando condizioni di vantaggio ai veri azionisti, i cittadini milanesi.

Una caratteristica rilevante dei nuovi referendum è che hanno carattere “propositivo” e non più solo “consultivo”: l’esito del voto è quindi vincolante per l’amministrazione comunale, grazie alle recenti innovazioni dello statuto comunale.

Con la consegna delle prime 100 firme, si avvia la procedura referendaria. Nei prossimi giorni il Comune fornirà ai promotori i moduli vidimati per la raccolta delle 15.000 firme necessarie per andare al voto. Il Comune dovrà anche esprimere, tramite il Comitato dei garanti il parere sull’ammissibilità dei quesiti.

Intanto i cittadini potranno seguire gli aggiornamenti sul sito www.milanosimuove.it.

Hanno dichiarato Edoardo Croci e Marco Cappato rispettivamente Presidente e Segretario di Milanosimuove: “Da oggi proponiamo ai cittadini una nuova mobilitazione per far avanzare progetti concreti per migliorare l’ambiente e la qualità della vita a Milano. I precedenti 5 referendum hanno consentito passi in avanti importanti, ma il disegno complessivo è stato solo in parte realizzato da questa amministrazione. Solo grazie ai cittadini si può compiere il salto di qualità necessario. I nuovi referendum chiedono non solo il completamento del programma complessivo, ma anche nuovi avanzamenti. Questa volta, i 4 nuovi referendum non sono solo consultivi, ma propositivi e vincolanti in base alle innovazioni dello statuto del Comune. Per finanziare il grande piano di investimenti e miglioramento dei servizi proponiamo di privatizzare le società comunali, a partire da SEA, A2A e Milano Serravalle, facendo ricadere i benefici sui milanesi”.

Tra i primi 100 firmatari (vedi in allegato), figurano docenti universitari ed esponenti della società civile, insieme ai promotori dei referendum del 2011. Da oggi, il Comitato promotore sarà aperto all’adesione di tutti i cittadini e delle personalità politiche di qualsiasi schieramento.

 

Referendum 1 – NUOVI ALLOGGI SOCIALI

 

25.000 nuove case popolari senza consumo di suolo, trasformando uffici sfitti in alloggi, ristrutturando o rottamando le case popolari oggi inagibili e garantendo la legalità

(referendum propositivo per il Comune di Milano)

Volete voi che:

il Comune di Milano aumenti l’offerta abitativa e sociale senza ulteriore consumo di suolo:

a) intervenendo per la riconversione ad edilizia sociale – mediante ristrutturazione o rottamazione – entro tre anni di 420.000 mq di superficie complessiva di immobili privati, sia ad uso abitativo che ad uso ufficio, inutilizzati, sfitti o invenduti (da realizzare attraverso un contributo da parte del Comune sino ad un massimo di € 1.200/mq di superficie complessiva) specificando negli atti convenzionali:

·    la quota di proprietà degli immobili rilevata dal Comune, calcolata in relazione ai costi di riconversione da esso sostenuti e al valore dell’immobile;

·    le soluzioni abitative proposte anche di carattere sperimentale, quali co-housing e casa lavoro;

·    la quantificazione dei costi di riconversione;

·    le condizioni per la locazione, la locazione a riscatto e l’eventuale futura vendita;

b) procedendo, entro due anni, al recupero, alla ristrutturazione, all’efficientamento energetico di tutti gli immobili oggi destinati ad edilizia sociale, o in alternativa, sulla base di valutazioni economiche e paesaggistiche, alla loro demolizione e ricostruzione, anche mediante trasferimento dei diritti edificatori e recupero di suolo;

c)  convertendo entro tre anni ad edilizia sociale immobili pubblici non utilizzati per 175.000 mq;

d) garantendo l’applicazione senza deroghe delle graduatorie di legge per l’assegnazione degli alloggi e assicurando la presenza continuativa presso gli stabili destinati a edilizia sociale di portieri, manutentori e addetti alla vigilanza;

e che la copertura economica sia assicurata:

a)  per la riconversione a edilizia sociale:

– mediante quota parte delle voci di bilancio previste per la realizzazione di edilizia sociale, fino a 15 milioni di euro  l’anno per tre anni;

 – mediante il ricavato dalla cessione* delle azioni di SEA del Comune di Milano per 170 milioni di euro;

– mediante il ricavato dalla cessione delle azioni di A2A del Comune di Milano per 170 milioni di euro, ;

b)  per il recupero o la rottamazione del patrimonio esistente (costo stimato in 55 milioni di euro), mediante il ricavato dalla cessione delle azioni di A2A del Comune di Milano;

c)  per la riconversione degli immobili pubblici, mediante il ricavato dalla cessione delle azioni di A2A del Comune di Milano fino a 35 milioni di euro, sul presupposto di finanziamenti istituzionali di almeno l’80% dei costi;

d)per il portierato, la manutenzione e la vigilanza, attraverso i 5 milioni di euro risparmiati grazie all’efficientamento energetico realizzato con gli interventi di ristrutturazione?

*La cessione delle quote delle società a partecipazione comunale sarà realizzata favorendo l’azionariato popolare diffuso, con condizioni agevolate riservate ai cittadini milanesi e ai dipendenti delle società.

 

Referendum 2 – RIAPERTURA DEI NAVIGLI 

 

Riapertura e navigabilità dei Navigli milanesi

(referendum propositivo per il Comune di Milano)

 

Volete voi che:

il Comune di Milano, nel contesto del ripristino della Darsena come Porto di Milano e delle opere in corso di realizzazione per le idrovie Lago Maggiore-Milano-Venezia e Lago di Como-Milano-Venezia, realizzi quanto richiesto dai cittadini milanesi con il referendum consultivo del 2011, ed in particolare:

a)      realizzi entro il 2018 le opere previste dai progetti comunali di riattivazione della Conca di Viarenna e della Conca dell’Incoronata;

b)      realizzi entro il 2017 la progettazione della completa riattivazione idraulica-funzionale e della navigabilità (da riservare a barche a emissioni zero) dell’intero sistema dei Navigli nel territorio comunale, collegando il Naviglio della Martesana alla Darsena attraverso la Cerchia interna e il Naviglio di via Vallone (ora via Conca del Naviglio);

c)       avvii entro il 2018 la realizzazione delle opere relative alla progettazione di cui alla lettera b);

 

e che la copertura economica:

a) per la riapertura delle due Conche, sia assicurata mediante i fondi già previsti nel Piano Triennale delle Opere pubbliche;

b) per la progettazione della completa riattivazione e navigabilità e per l’avvio delle opere, sia assicurata mediante il ricavato dalla cessione dello Stadio di San Siro, delle quote delle Farmacie milanesi e delle quote di Milano Serravalle del Comune di Milano, mediante il co-finanziamento istituzionale regionale, nazionale e dell’Unione europea, il project financing e, per l’investimento residuo, mediante il ricavato dalla cessione* delle azioni di A2A del Comune di Milano fino a 100 milioni di euro?

*La cessione delle quote delle società a partecipazione comunale sarà realizzata favorendo l’azionariato popolare diffuso, con condizioni agevolate riservate ai cittadini milanesi e ai dipendenti delle società

 

Referendum 3 – MENO TRAFFICO, PIÚ MEZZI PUBBLICI, AREE PEDONALI E PISTE CICLABILI

 

Sesta linea metro, passante ferroviario ovest, estensione di Area C, pedonalizzazione del centro, 500 km di rete ciclabile, zona a basse emissioni,  eliminazione delle barriere architettoniche

(referendum propositivo per il Comune di Milano)

 

Volete voi che:

il Comune di Milano completi la realizzazione di quanto richiesto dai cittadini milanesi con il referendum consultivo del 2011, con l’obiettivo di dimezzare il traffico e le emissioni inquinanti garantendo migliori servizi di trasporto pubblico e riqualificando lo spazio urbano mediante la realizzazione dei seguenti interventi:

a) la nuova linea metropolitana M6 entro il 2020, a servizio degli assi di Corso Sempione e Viale Ripamonti;

b) un passante ferroviario sotterraneo entro il 2020, che chiuda ad ovest (da Certosa a S. Cristoforo) l’anello ferroviario anche per consentire l’attivazione di un servizio di trasporto pubblico con frequenza da metropolitana, realizzando nuove stazioni intermedie e riattivando lo scalo ferroviario di servizio dell’Ortomercato;

c) l’allargamento dell’area C alla “cerchia ferroviaria” entro il 2017;

d) un’area pedonale entro il 2017 che comprenda l’intera Cerchia dei Navigli, incluso il suo perimetro, ad esclusione dei principali assi di attraversamento, con accesso riservato a trasporto pubblico, incluso car sharing ad emissioni zero, veicoli di servizio e veicoli commerciali ad emissioni zero, forze di polizia e mezzi di soccorso, residenti limitatamente ai percorsi di accesso all’abitazione;

e) una rete ciclabile urbana integrata di almeno 500 km di estensione entro il 2020;

f) una “zona a basse emissioni” sull’intero territorio comunale entro il 2017, con divieto di circolazione dei veicoli merci diesel di classe inferiore all’euro 5, estesa a tutti i veicoli diesel passeggeri e ai motocicli a 2 tempi entro il 2020;

g) eliminazione entro il 2018 delle barriere architettoniche e sensoriali che si frappongono alle persone con disabilità, secondo gli indirizzi stabiliti per la redazione del Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche e garantendo in ogni caso l’accessibilità di tutti gli istituti scolastici, gli uffici pubblici e di tutte le fermate del trasporto pubblico.

e che la copertura economica, sia assicurata:

a) per la sesta linea della metropolitana, che comporta un investimento di circa 1 miliardo e 200 milioni di euro, per la parte non coperta da finanziamento statale e da project financing (stimabile in 900 milioni di euro), mediante il ricavato dalla cessione* per 300 milioni di euro delle azioni SEA del Comune di Milano e, per la gestione, attraverso una quota dei ricavi generati dall’allargamento di Area C fino a 100 milioni l’anno;

b) per il passante ferroviario (che comporta un investimento stimato in 500 milioni di euro), per la parte non coperta da finanziamento statale, stimabile in 200 milioni di euro, attraverso l’applicazione del protocollo di intesa con le Ferrovie dello Stato per la valorizzazione dei sedimi ferroviari abbandonati con il reinvestimento degli utili;

c) per l’allargamento di Area C, mediante 15 milioni di euro ricavati dalla cessione delle azioni SEA detenute dal Comune;

d) per la pedonalizzazione del centro, mediante 35 milioni di euro ricavati dalla cessione delle azioni SEA detenute dal Comune;

e) per la rete ciclabile, mediante 50 milioni di euro ricavati dalla cessione delle azioni SEA detenute dal Comune;

g) per l’eliminazione delle barriere, con la creazione di un fondo da 50 milioni di euro da finanziare mediante la cessione* delle azioni SEA detenute dal Comune?

* La cessione delle quote delle società a partecipazione comunale sarà realizzata favorendo l’azionariato popolare diffuso, con condizioni agevolate riservate ai cittadini milanesi e ai dipendenti delle società

 

Referendum 4 –  TUTELARE IL VERDE PUBBLICO E RADDOPPIARLO

 

Otto percorsi alberati e ciclabili dal centro alla periferia, raddoppio degli alberi, verde pubblico attrezzato entro 500 metri da casa, metà delle aree dismesse destinate a verde

(referendum propositivo per il Comune di Milano)

 

Volete voi che:

 il Comune di Milano realizzi quanto chiesto dai cittadini con il referendum consultivo del 2011 e promuova ulteriori azioni di difesa ed espansione del verde pubblico, attraverso i seguenti interventi:

a) realizzazione entro il 2018 del progetto “i raggi verdi” predisposto dal Comune di Milano, che prevede una rete di collegamento tra i parchi milanesi mediante otto percorsi alberati pedonali e ciclabili che si irradiano dal centro verso l’anello circolare verde che circonda il territorio comunale, per una lunghezza complessiva di 72 kilometri e 40.00 nuovi alberi;

b) destinazione a verde pubblico di almeno il 50% delle grandi superfici dismesse oggetto di riqualificazione urbanistica, con particolare riferimento ad aree industriali, aree ferroviarie, aree del demanio militare, area EXPO;

c) raddoppio entro il 2020 del numero di alberi ed estensione delle aree verdi assicurando che ogni residente abbia a disposizione un giardino pubblico con aree attrezzate per bambini a una distanza non superiore a 500 metri da casa;

d) tutela delle aiuole e degli spazi verdi di prossimità oggetto di sosta abusiva di autoveicoli, realizzando prati e aree fiorite;

e che la copertura economica sia assicurata:

a) per il progetto “i raggi verdi” (costo 46 milioni di euro) mediante il ricavato della cessione* delle azioni di A2A del Comune di Milano;

b) per gli altri interventi, mediante l’utilizzo degli oneri di urbanizzazione per 10 milioni di euro l’anno?

*La cessione delle quote delle società a partecipazione comunale sarà realizzata favorendo l’azionariato popolare diffuso, con condizioni agevolate riservate ai cittadini milanesi e ai dipendenti delle società.

 

PRIME ADESIONI 

Comitato di indirizzo Milanosimuove: Edoardo Croci (presidente), Marco Cappato (segretario), Enrico Fedrighini (portavoce), Lorenzo Lipparini (tesoriere), Fiorello Cortiana, Enrico Marcora, Carlo Montalbetti, Franco Morganti

Ugo Arrigo (Università Milano Bicocca)

Emilio Battisti (architetto)

Paolo Bertaccini (Centro Studi Territoria)

Otto Bitjoca (esponente della società civile afro-milanese)

Giuseppe Bonomi (architetto)

Marina Camatini (università  Milano Bicocca)

Marcello Crivellini (Politecnico di Milano)

Alessandro De Carli (Università Bocconi)

Luigi De Paoli (Università Bocconi)

Barnaba Fornasetti (artista designer)

Marta Frediani (associazione Alberi a Milano)

Marco Fumagalli (medico – Comitato per la Città Metropolitana Partecipata)

Marzio Galeotti (Università degli Studi di Milano)

Matteo Garzonio (associazione Navigli Live)

Andreas Kipar (architetto paesaggista)

Empio Malara (associazione Amici dei Navigli)

Pier Mannuccio Mannucci (fondazione Policlinico)

Luigi Massari (associazione Utenti del trasporto pubblico)

Fabrizio Mele (presidente associazione culturale Il Multiverso)

Augusto Ninni (Università di Parma) per i referendum 1,2,4

Vincenzo Olita (associazione Società libera)

Stefano Pogutz (Università Bocconi)

Giovanni Sala (agronomo paesaggista)

Stefano Sibilla (Università di Pavia)

Francesco Spadaro (architetto)

Marina Terragni (giornalista)

Marianna Vintiadis (manager)

Fulvio Marcello Zendrini (esperto marketing e comunicazione)

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Marco Cappato

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