La solidarietà D’Ecclesiis e Ortolani a Bolognetti per i fatti di Viggiano

Io sono per la libertà e la democrazia, e voi?

“Un uomo gira delle immagini in corrispondenza del Centro oli di Viggiano e i Carabinieri lo controllano. Fin qui, tutto potrebbe essere normale, il Cova è un luogo sensibile, ci sono attrezzature e oggetti pericolosi, può essere comprensibile che le Forze dell’ordine esercitino un controllo. L’uomo si qualifica come giornalista, consegna i documenti, chiede spiegazioni del motivo del controllo, anche questo mi pare normale, legittimo, mi pare che sia nel diritto di ciascuno di noi chiedere il perché si viene controllati. L’uomo è Maurizio Bolognetti, magari non sarà noto come Berlusconi o Renzi ma qui, in Basilicata, è un nome conosciuto, si sa che è un esponente dei Radicali, si sa che fa il giornalista, si sa che si interessa con posizioni critiche alle questioni petrolifere lucane. Il carabiniere si secca, gli pare quasi strano che qualcuno possa permettersi di chiedergli spiegazioni del perché e del per come ha ritenuto di operare un controllo di identità, l’uomo controllato non si altera, è pacato, argomenta e chiede spiegazioni, la camera è tenuta bassa e casualmente inquadra la mano del carabiniere e la fondina con la pistola ed ecco che, ad un tratto, accade quella cosa incredibile, incomprensibile, ingiustificabile, con un gesto rapido, sicuro, la fondina della pistola viene slacciata. Il gesto è inequivocabile, volontario e quello che è peggio è che quando Maurizio Bolognetti se ne avvede e chiede: “Perché ha slacciato la fondina della pistola?”, il carabiniere, vigliaccamente, risponde: “No, si è slacciata da sola”. Magari è solo un carabiniere che non sa tenere i nervi a posto, ma il gesto minaccioso è gravissimo e inequivocabile per di più operato ai danni di un uomo che aveva consegnato i documenti come richiesto, che è noto (mi pare assai improbabile che il carabiniere non sapesse chi aveva di fronte) e che, soprattutto, si era qualificato come giornalista. Un gesto di intimidazione di una gravità inaudita, aspetto di vedere i giornali di domani, davvero aspetto, voglio augurarmi che una cosa del genere non passi con un trafiletto, mi aspetto una posizione del prefetto che non può rimanere impassibile davanti ad un atto così grave di intimidazione, mi aspetto un comunicato dal comando dei Carabinieri della Basilicata, non pretendo delle scuse, sono certo che anche Maurizio non le chieda, non pretendo un provvedimento disciplinare per il carabiniere (magari una bella lavata di testa si), ma pretendo, da uomo libero, da cittadino italiano, da lucano, che ci sia un gesto che riaffermi la legittimità dell’esercizio della libertà e della democrazia, che in maniera inequivocabile sia ribadito il diritto di opinione e di fare informazione. Non è obbligatorio essere concordi con le idee e le posizioni di Bolognetti ma guai a lasciare che si possa impunemente intimidire facendo finta di niente.

Chi tace stavolta è un vigliacco.

Un abbraccio a Maurizio”.

Giampiero D’Ecclesiis

“Lo zelante funzionario delle Forze dell’ordine va premiato e segnalato ai suoi superiori che ben apprezzeranno l’impegno istituzionale profuso nel difendere il Cova, non dai terremoti dal momento che è costruito nell’area che con il terremoto del 1857 registrò danni dell’XI grado, ma dal temibile e destabilizzante Maurizio Bolognetti. Mi sembra necessario lo slacciamento della fondina, anzi dovuto! Il personaggio in esame è noto per la pericolosità delle sue osservazioni e della sua penna. Complimenti al ligio rappresentante delle forze dell’ordine! Lo proporremo per una nuova e necessaria onoreficenza: il barilotto nero!”.

Franco Ortolani

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