Papa a Torino. Flash mob radicale in Piazza Savoia. Esposto striscione con assegno che ogni anno Stato elargisce a Chiesa Cattolica: 6.424.807.772 euro

Papa Francesco, nulla da dire sull’Otto per mille?

Il pomeriggio del 20 giugno l’Associazione radicale Adelaide Aglietta e l’Uaar hanno tenuto un flash mob in Piazza Savoia, a Torino, ai piedi dell’obelisco che ricorda l’emanazione delle “leggi Siccardi”, con cui nel 1850 lo Stato sabaudo abolì i privilegi della Chiesa Cattolica.

È stato esposto uno striscione con un enorme assegno riportante la cifra complessiva dei fondi pubblici e delle esenzioni di cui ogni anno gode la Chiesa Cattolica: 6.424.807.772 euro (fonte: icostidellachiesa.it). Altri cartelli riportavano il monito di Cavour: “Libera Chiesa in libero Stato”.

Igor Boni, Marco Del Ciello e Silvja Manzi, coordinatori Associazione Aglietta, hanno dichiarato:

“Non vogliamo riproporre un anticlericalismo ottocentesco da ‘mangiapreti’. Intendiamo invece segnalare che i privilegi clericali non sono finiti con le leggi Siccardi ma si ripropongono nell’Italia del 2000 sotto altre vesti, meno evidenti, più subdole. Ne citiamo una per tutte, contro la quale l’Associazione Aglietta ha raccolto le firme dei cittadini, sia su una petizione popolare presentata in Parlamento sia sul referendum radicale (purtroppo abortito): il meccanismo di ripartizione dell’8 per mille delle imposte, per cui sono ripartiti fra le confessioni religiose anche i soldi di chi non sceglie, non appone la sua firma per nessuna confessione religiosa sulla dichiarazione dei redditi; e tali soldi sono ripartiti in proporzione alle scelte espresse. Con tale meccanismo, la Chiesa Cattolica (per l’esattezza la Conferenza Episcopale Italiana) incamera ogni anno più di un miliardo di euro mentre, in base alle scelte espresse, avrebbe diritto solamente a un terzo di tale somma, poco più di 300 milioni di euro”.

“È innegabile che Papa Francesco stia conducendo una profonda riforma delle finanze vaticane (vedi IOR). Sarebbe doveroso che si facesse carico, per quanto gli compete, di riformare secondo giustizia il meccanismo dell’8 per mille, richiedendo per la Chiesa Cattolica solo il gettito delle scelte espresse”.

“É inutile chiedere questo a uno Stato, a una politica genuflessa alla Chiesa e che non teme il ridicolo; basti pensare alla cittadinanza onoraria data dal Consiglio Comunale di Torino al Papa e da questi rifiutata essendo egli ‘cittadino universale’. Molti consiglieri comunali hanno dimenticato che sui banchi dove siedono oggi sedevano un tempo Camillo Benso conte di Cavour e Giuseppe Siccardi”.

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Giulio Manfredi

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