Sit-in Lega fronte Tar Piemonte: Il Cota protettore di Giovine e il Salvini protettore di “Firmigoni” non sono credibili come difensori della legalità

Dichiarazione di Igor Boni e Giulio Manfredi (Associazione radicale Adelaide Aglietta):

“Roberto Cota per ben quattro anni ha difeso – anche con avvocati della Regione pagati dai contribuenti, anche facendo scendere i suoi seguaci in piazza, come questa sera  – il signor Michele Giovine, la cui lista “Pensionati per Cota” era composta da 17 candidati le cui autentiche di accettazione di candidatura erano tutte false. I voti di Giovine furono determinanti per la vittoria di Cota, che nemmeno dopo la condanna in via definitiva dei Giovine (padre e figlio), ebbe la dignità di dimettersi da presidente della Regione Piemonte; non solo, lui e la sua maggioranza misero al posto di Giovine, in Consiglio Regionale, la sua compagna e braccio destro, Sara Franchino, una dei 17 candidati della lista farlocca”.

“Matteo Salvini, segretario della Lega Nord dal dicembre 2013, ha avallato l’operato di Cota. Non solo: Salvini non spese una parola a favore della legalità quando i radicali milanesi Marco Cappato e Lorenzo Lipparini, nel 2010, denunciarono, fornendone ampia prova, che il listino di Formigoni (in cui vi erano anche esponenti leghisti oltre alla tristemente nota Nicole Minetti) era supportato da centinaia di firme false; da segretario della Lega Lombarda, nel 2012, Salvini avrebbe potuto far ritirare gli avvocati della Lega dalla causa “Cappato contro Formigoni” ma non lo fece. I  tribunali hanno poi attestato a babbo morto che in Lombardia si sarebbe dovuto tornare al voto, come successo in Piemonte”.

“Se volessero veramente fare qualcosa per la legalità, Cota e Salvini non dovrebbero andare davanti al TAR ma andare a casa”.

Tutte le sentenze del “processo Giovine”.

 

 

 

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Igor Boni e Giulio Manfredi

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