Grattacielo, esposto alla Corte dei Conti

La Stampa – Cronaca di Torino

Fratelli d’Italia chiede chiarezza sulla pace tra Fuksas e Chiamparino: quanto è costata ai piemontesi?

La pace tra l’archistar Massimiliano Fuksas e il presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino, lascia perplessità trasversali nel mondo politico. Maurizio Marrone, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, ha deciso di presentare un esposto alla Corte dei Conti. Giulio Manfredi, esponente dei radicali, chiede la pubblicazione on line dei compensi pagati a tutto lo studio di architettura. Anche il Movimento 5 Stelle chiede chiarezza. 

Cifre diverse

Che cosa è successo? «Siamo perplessi per come si è chiusa la vicenda – spiega Giorgio Bertola, capogruppo del M5S -, e come sia stato possibile che tutto sia finito a tarallucci e vino. Qui stiamo parlando dei soldi dei piemontesi e vogliamo chiarezza». Il problema, dunque, sono i conti. Facciamo un passo indietro. L’architetto ha ritirato la richiesta di 4,2 milioni di euro di parcelle che, a suo avviso, la Regione ancora gli avrebbe dovuto saldare. La Regione, a sua volta, rinuncia a farsi restituire circa sei milioni di euro (oltre tre milioni di parcelle e altri 3 per presunti errori progettuali). Ma i conti non tornano visto che non solo c’è una differenza tra le due somme ma, soprattutto, Chiamparino aveva pubblicamente chiesto il pagamento di 12 milioni di danni per errori progettuali. La novità è una relazione – ancora riservata – in cui il nuovo direttore lavori ridimensiona drasticamente il danno a 3 milioni. 

Le reazioni

Una girandola di cifre che scatena le polemiche. Da qui la decisione di Marrone: «Se Chiamparino ha citato in giudizio Fuksas per 12 milioni riconducibili ad errori di progettazione non possiamo permettere che il centrosinistra rinunci a far valere ragioni legate sui soldi sprecati, soldi dei piemontesi, solo per amicizia politica». 

Il progetto cambia

Bertola, poi, si sofferma su un’altra questione: «Per noi resta aperto il nodo della maxi-parcella ma, soprattutto, vorremmo capire lo stato dell’arte dei lavori perché in caso di ritardi si rischia la sovrapposizione tra la partenza della prima rata del leasing in costruendo e degli affitti che sarà necessario continuare a pagare». Toccherà a Reschigna fare il punto della situazione. Ieri ha risposto alle critiche del sindacato autonomo Csa che denuncia un cambio del progetto iniziale con la decisione di rinunciare al centro servizi con tanto di asilo nido. Il vicepresidente spiega la scelta: «Ci siamo orientati a trasferire in quel piano la biblioteca dell’Ires, quella del Consiglio regionale (che attualmente paga un affitto oneroso) e la tesoreria per realizzare le necessarie economie».

 

 

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