Riccardo Magi, Segretario

Biografia di Riccardo Magi, Segretario di Radicali Italiani

 

 

Laureato in Storia dell’Europa e federalista convinto, Magi inizia la sua attività politica a Roma impegnandosi per l’affermazione e l’esercizio dei diritti civili e politici dei cittadini.

Dal 2009 al 2013 è segretario dell’associazione Radicali Roma, con cui conquista l’Anagrafe pubblica degli Eletti e dei Nominati: strumento che permette ai cittadini di conoscere online attività, reddito, patrimonio, spese di consiglieri e assessori. È inoltre tra i promotori delle proposte di delibere popolari per il registro comunale dei testamenti biologici e il riconoscimento delle unioni civili. Il suo blitz in Aula per chiederne la calendarizzazione gli costa il daspo, cioè il divieto di accesso per 30 giorni all’Aula Giulio Cesare. Si prenderà la rivincita un anno dopo quando entrambe le delibere saranno approvate con lui seduto in quell’Aula da consigliere eletto.

Nel 2012 è coordinatore della campagna referendaria cittadina “Roma Sì Muove”, su mobilità sostenibile, stop al consumo di suolo, i diritti civili e il libero accesso al mare di Ostia

Nel 2013 viene eletto in Consiglio Comunale nella Lista civica di Ignazio Marino. Con lui i radicali tornano a sedere nell’Aula Giulio Cesare dopo 15 anni. Emma Bonino, lanciando l’appello al voto in suo favore, aveva assicurato: “anche un solo radicale può fare la differenza”.

Grazie allo strumento dell’accesso agli atti, realizza dossier sugli sprechi e gli abusi nella gestione dei campi rom, dei centri per migranti e dell’emergenza abitativa, anticipando così i temi dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”. Lo scoppio dell’inchiesta lo trova infatti al settimo giorno di sciopero della fame per denunciare l’enorme sperpero di risorse pubbliche per la gestione dei campi rom della Capitale che era stato possibile quantificare e rendere pubblico per la prima volta grazie ai suoi accessi agli atti e al lavoro dell’Associazione 21 luglio. “La Procura di Roma conferma pienamente la nostra analisi: Roma si fonda su un sistema nascosto per anni attraverso il commissariamento del debito e le tasse più alte d’Italia: un sistema fondato su spese disastrose e clientele trasversali”, spiega Magi.

Lo conferma anche Salvatore Buzzi, che nelle telefonate intercettate inveisce contro il consigliere radicale e l’ass. 21 Luglio, rei di aver svelato e mandato a monte il progetto di un nuovo campo rom sponsorizzato Leroy Merlin su cui il presidente della coop 29 Giugno aveva messo gli occhi: “il problema è che Magi, Consigliere Radicali dell’Associazione 21 luglio…non so perché so venuti a conoscenza de sta cosa”.

Quel Magi che, spiega ancora Buzzi, aveva già “fatto saltare il marchettificio”, cioè la manovra d’aula: prassi decennale con cui, attraverso il bilancio, “i consiglieri destinavano a piacimento decine di migliaia di euro ad associazioni amiche o progetti spesso inesistenti al fine di pasturare il proprio bacino elettorale”, aveva spiegato il consigliere radicale smascherando l’imbroglio in occasione del primo bilancio dell’era Marino. “Le parole che nessuno aveva mai osato dire, le ha pronunciate una recluta del Consiglio comunale di Roma. «A me personalmente è stato chiesto di indicare le destinazioni per una somma di 50 mila euro. Ritengo assolutamente inaccettabile usare le risorse pubbliche in tale modo. A questa cosa mi opporrò strenuamente: giustificarla, com’è accaduto, sostenendo che si è sempre fatto così, non fa parte delle motivazioni espresse in una campagna elettorale basata al contrario su principi di legalità e trasparenza». Autore della dichiarazione, resa durante la riunione della maggioranza che sostiene Ignazio Marino, convocata il 26 novembre per discutere del bilancio di previsione 2013 del Campidoglio, il consigliere radicale neoeletto Riccardo Magi”, scrive a questo proposito Sergio Rizzo sulla prima pagina del Corriere della sera.

Una denuncia che varrà a Riccardo Magi l’apprezzamento dei consiglieri M5S («Condividiamo appieno la campagna per la trasparenza portata avanti da Riccardo Magi. È un onore essere in Consiglio con lui e saremo al suo fianco in questa battaglia», dichiara il capogruppo Marcello De Vito) e l’accusa da parte del Pd capitolino di «mentire per motivi inconfessabili» («Agli amici radicali voglio ricordare che noi del PD siamo la prima forza della città e non usiamo le pratiche odiose e clientelari che hanno contribuito ad alimentare la deriva anti-politica di questi anni», dirà esattamente un anno prima di Mafia Capitale il capogruppo Francesco D’ Ausilio, dimessosi dal Consiglio dopo che il suo nome era finito nelle carte dell’inchiesta).

A posteriori, saranno in molti, invece a dare ragione a Magi.

Alla sua attività in Consiglio si deve anche l’adozione da parte di Roma Capitale dell’Anagrafe dei Rifiuti, ottenuta dopo 10 giorni di sciopero della fame e un video-appello a Matteo Renzi per denunciare l’ostruzionismo del Pd.

Anagrafe dei rifiuti, registro dei testamenti biologici, riconoscimento delle unioni civili, i varchi nel lungo muro di Ostia. Sono tra le principali conquiste ottenute grazie all’iniziativa radicale in Campidoglio, che Ignazio Marino potrà rivendicare per la sua Amministrazione. Un rapporto spesso teso, quello con il sindaco, al quale Riccardo Magi – da membro della maggioranza e della Lista civica – non ha certo risparmiato critiche “ma sempre costruttive e accompagnate da denunce, proposte e soluzioni”, precisa. In particolare sugli sprechi di Atac, Ama e delle altre municipalizzate “le vere mucche da mungere, che erogano servizi da terzo mondo che i romani pagano con tasse tra le più alte d’Italia”.

Una lealtà non sempre corrisposta, visto che Magi è il solo consigliere del quale Marino abbia mai chiesto le dimissioni. Il motivo? Il voto contrario alla delibera sulla dismissione degli immobili del comune a prima firma Pierpaolo Pedetti, consigliere Pd arrestato nella seconda ondata di “Mafia Capitale” con l’accusa – tra l’altro – di aver favorito Buzzi proprio nell’ambito di quel provvedimento.

A chi gli contesta di essersi candidato nella Lista Marino ed essere rimasto nella maggioranza replica: “rispondo eccezionalmente con un’altra domanda: chi vive a Roma e ha seguito le nostre iniziative di denuncia e proposta potrebbe ritenere che abbia sbagliato a candidarmi? Da radicale, ho conquistato uno spazio nelle contraddizioni del sistema dei partiti per portare avanti le nostre lotte. E proprio da membro della maggioranza posso affermare che Marino ha perso una grande occasione, perché non ha avuto il coraggio di ingaggiare un vero scontro con poteri corporativi e clientelari, ma si è limitato a mimarlo, e non ha colto le critiche costruttive che gli abbiamo mosso, le proposte e le soluzioni che gli abbiamo offerto, affinché questa consiliatura fosse davvero un’esperienza di rottura”.

Tra le principali iniziative che hanno visto protagonista Magi, anche quella sulla Metro C “un’opera senza più un progetto né una destinazione, che tiene in ostaggio la disastrata mobilità cittadina con un costo di almeno 5 miliardi di euro: cifra di fronte alla quale i profitti di Buzzi e Carminati non sono che spiccioli”. A dare ragione a Magi anche l’Autorità Anticorruzione, che nella relazione del presidente Cantone ha accolto pienamente i contenuti degli esposti presentati dai radicali alla magistratura ordinaria e contabile sulle illegalità e gli abusi nella realizzazione della linea C.

Il ruolo istituzionale in Campidoglio, così come la carica di presidente di Radicali Italiani che assume a novembre del 2014, non gli impediscono di continuare a vestire i panni del militante. Infatti, nell’estate del 2015 torna ai tavoli di raccolta firme come promotore – insieme a Emma Bonino, Luigi Manconi e numerose associazioni – delle due delibere della campagna Accogliamoci per il superamento dei campi rom e la riforma dell’accoglienza ai rifugiati.

Nel novembre 2015 diventa segretario nazionale di Radicali Italiani.
In questa veste una delle prime sue prime iniziative è stata quella di lanciare una raccolta firme per promuovere un referendum sulla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024 affermando che a “Roma servono interventi efficaci, una buona amministrazione, riforme ‘olimpioniche’, ma abbiamo bisogno di Olimpiadi? Lanciamo una sfida: un referendum attraverso cui i cittadini possano esprimersi e decidere”. 

 

Facebook

Twitter

© 2016 Partito Radicale. Tutti i diritti riservati

Partito Radicale
#LiberidalDebito
#SeiRadicale
#RadicalCannabisClub
#EroStraniero
#Parliamone!
#PiùEuropa

Mettiti in contatto con noi

 
Avendo letto l'informativa sul trattamento dei dati personali

DIFFONDI LA CAMPAGNA