Olimpiadi, Radicali: Referendum unica via, Pd sfidi M5s su terreno partecipazione

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“E’ inaccettabile dire ‘No’ per paura della corruzione ma e’ anche inaccettabile dire ‘Si’ senza sapere nulla del progetto e di cosa significhi in termini di trasformazione urbanistica e infrastrutture per la mobilità. Per questo serve un referendum cittadino, come è stato fatto ad Amburgo e in altre città europee e del mondo. Sarebbe la soluzione migliore per aprire un dibattito su costi e benefici della candidatura olimpica che vada oltre le convenienze di partito e le ragioni di potere, come noi Radicali abbiamo provato a fare da subito lanciando la campagna per la consultazione popolare”, a dichiararlo il segretario di Radicali italiani, Riccardo Magi, incontrando i cronisti in piazza del Campidoglio insieme al segretario di Radicali Roma Alessandro Capriccioli e all’avvocato Francesco Mingiardi.

“Una campagna dal cammino travagliato – spiega Magi – ostacolata in tutte le sedi amministrative e giudiziarie. Dopo aver depositato le prime mille firme di cittadini nel marzo scorso, abbiamo ottenuto l’ammissibilità del quesito da parte della Commissione per i Referendum di Roma Capitale. Ma la raccolta non è potuta partire perché il Coni ha chiesto e ottenuto, con un’ingerenza illegittima, che il Comune si rimangiasse quell’atto. Si è perso così un altro mese prezioso per la raccolta firme, prima di arrivare a un secondo giudizio di ammissibilità sul referendum anch’esso impugnato dal Coni davanti al Tar. In questo modo si è fatta slittare la campagna ad agosto, con problemi evidentemente insormontabili per la raccolta delle firme. Ma non finisce qui. Nonostante lo statuto comunale prescriva all’Amministrazione di favorire e incentivare la partecipazione dei cittadini, la lettera con cui chiedevamo alla sindaca Raggi di rispondere a questo obbligo istituzionale pubblicizzando la raccolta delle firme, delegando funzionari dell’amministrazione come autenticatori e consentendo la raccolta firme online non ha mai ricevuto risposta formale, ma solo quella – imbarazzante per un movimento che sostiene di nascere ‘dalla’ e ‘per’ la partecipazione dei cittadini e la democrazia diretta – fornita da Raggi in un evento pubblico: “gli autenticatori? Se li paghino”. 

E’ evidente che in queste condizioni non è garantito ai cittadini romani l’effettivo esercizio dei diritti politici di partecipazione. Sospendiamo quindi la raccolta firme. Il referendum sulle olimpiadi però è ancora possibile, se a richiederlo saranno i due terzi del consiglio comunale. Alla luce dell’apertura da parte del responsabile nazionale del Pd per lo Sport, Luca Di Bartolomei, facciamo appello innanzitutto al gruppo capitolino del Partito Democratico perché presenti una delibera e sfidi i consiglieri grillini sul terreno della partecipazione chiedendo di firmarla e votarla insieme per permettere ai cittadini di esprimersi sulla candidatura Olimpica”, ha concluso Magi.   

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