Russia: Magi presenta interrogazione su Oleg Sentsov, cineasta ucraino detenuto illegalmente in Russia

“Pochi giorni fa il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sulla Russia e in particolare sul caso del prigioniero politico ucraino Oleg Sentsov che esorta, tra l’altro, gli Stati membri a seguire da vicino i processi dei difensori dei diritti umani. Per questo ho presentato un’interrogazione al Ministro degli esteri per chiedere se intenda intraprendere iniziative per l’annullamento della sua illegittima condanna da parte del tribunale russo e quali iniziative intenda intraprender in seno alle organizzazioni internazionali di cui la Federazione Russa è membro perché sia avviata la revisione di tutti i processi di cui sono stati vittima cittadini ucraini in Russia e in Crimea dopo l’annessione illegale e per l’immediata liberazione degli oltre 701 prigionieri politici ucraini attualmente detenuti in Russia o Crimea.

Chiedo inoltre al Ministro quali iniziative intenda proporre per indurre la Federazione russa a conformarsi agli obblighi giuridici internazionali in qualità di membro del Consiglio d’Europa, dell’OSCE e in quanto parte delle convenzioni internazionali ed europee sui diritti umani, civili e politici”. Così Riccardo Magi, deputato di +Europa e Segretario di Radicali Italiani.

Il cineasta e cittadino ucraino Oleg Sentsov è stato arrestato nel maggio 2014 in Crimea a causa della sua opposizione all’annessione di questa parte dell’Ucraina da parte della Federazione Russa; il 25 agosto 2015, in seguito a un processo in aperta violazione del diritto internazionale e delle elementari norme di giustizia, Oleg Sentsov è stato condannato a 20 anni di detenzione da un tribunale russo, del quale l’UE non riconosce la competenza, sulla base di deposizioni strappategli illegalmente a mezzo di violenze e torture.

Oleg Sentsov, detenuto a Labytnangi, nella regione più settentrionale della Federazione Russa, il 14 maggio 2018 ha intrapreso uno sciopero della fame a oltranza. Sul caso di Oleg Sentsov si è mobilitata Amnesty International, la stampa estera e il mondo del cinema, e in alcuni paesi ci sono state manifestazioni a suo sostegno.

Roma, 22 giugno 2018

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