Elezioni politiche del 4 marzo 2018: l’analisi del voto

Il documento redatto a più mani e iniziato a scrivere nel marzo 2018 da Roberto Cicciomessere, Mike Ballini, Leone Barilli, Chiara Calore, Giulio Croce, Gionny D’Anna, Marco De Andreis, Marco Ferraro, Michele Governatori, Lorenzo Lipparini, Luis Livdi, Arcangelo Macedonio, Silvja Manzi, Sarah Meraviglia, Tania Pace, Irene Abigail Piccinini e Paolo Zanghieri, è un’accurata analisi sul voto del 4 marzo.
Tra i più interessanti, c’è il paragrafo 2.4, che contiene i risultati della regressione sulla base dei dati provinciali del voto e delle variabili socio-economiche. Da questo paragrafo emergono molte evidenze interessanti, tra le quali la presenza di caratteristiche socio-economiche opposte degli elettori del M5S e della Lega (il voto per il M5S cresce quando peggiorano i livelli di occupazione, stabilità del lavoro e ricchezza, mentre accade in contrario per la Lega). Da una parte hanno elettorati completamente alternativi e non sovrapponibili, ma dall’altra esprimono interessi in gran parte opposti, che possono essere conciliati solo nelle battaglie sovraniste, demagogiche e contrarie ai flussi migratori.
 
Nel breve testo iniziale sono riportate sinteticamente le maggiori evidenze che emergono dalla ricerca circa i due temi affrontati: “Il voto alla lista +Europa e la presenza territoriale di Radicali italiani” e “Le caratteristiche degli elettori delle quattro principali forze politiche e di +Europa”.

Elezioni politiche del 4 marzo 2018: l’analisi del voto

 

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