Per il presidente Fico la Libia è “luogo non sicuro”

Oggi il presidio #manirosse continua alle 18:30 a Montecitorio per chiedere missione parlamentare.
“La Libia non è un porto sicuro, non è un luogo sicuro. In Libia ci sono ancora molti migranti detenuti in luoghi che non hanno nulla a che fare con un minimo di rispetto dei diritti umani: ed è chiaro che tu non puoi lasciarli lì.” Così il presidente della Camera, Roberto Fico, ha risposto agli attivisti che manifestavano ieri in piazza Montecitorio nell’ambito della mobilitazione Mani rosse.
Da 7 giorni centinaia di persone si ritrovano ogni sera sotto il Viminale per protestare contro le politiche di chiusura dei porti e di omissione di soccorso in mare del ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Da ieri il presidio si è spostato a Montecitorio proprio per rivolgere un appello al presidente Fico: quello di promuovere una missione parlamentare in Libia, come da sue competenze.
“Non sappiamo nulla di quello che accade in Libia, anche grazie ai finanziamenti del nostro Paese. – dicono Antonella Soldo e Simone Sapienza di Radicali italiani (una delle organizzazioni promotrici della mobilitazione) – Prima che l’Italia rinnovi finanziamenti e missioni vogliamo sapere che ne è delle centinaia di persone riportate nei centri di detenzione nei quali tutte le grandi agenzie internazionali, da UNHCR a OIM, hanno documentato crimini e atrocità. Ieri addirittura una nave italiana ha riportato in quel luogo non sicuro 108 persone”
Il Presidente Fico ha dichiarato di non avere alcuna “idea ostativa alla proposta di missione parlamentare in Libia” ma che a chiederlo devono essere le commissioni competenti.
Oggi il presidio #manirosse continua alle 18:30 a Montecitorio per rivolgere la richiesta di istituzione di una commissione di inchiesta ai presidenti della Commissione Affari Costituzionali, Giuseppe Brescia, e Affari Esteri, Marta Grande, e a tutti i capigruppo a partire da quello del Partito Democratico Graziano Delrio.
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