Mercenari italiani in Ucraina. Occorre fare luce sulle connivenze e appurare il coinvolgimento diretto della Russia

Foreign Fighters in Ucraina/Radicali Italiani: fare luce sulle connivenze in Italia e appurare se la Russia è il datore di lavoro dei mercenari italiani sul fronte del Donbass.

Silvja Manzi (tesoriera di Radicali Italiani) e Giulio Manfredi (Associazione radicale Adelaide Aglietta):

L’inchiesta aperta dalla Procura di Genova è uno squarcio di luce sul mondo oscuro del neofascismo italiano e sui suoi rapporti con l’Internazionale nera, i secessionisti del Donbass e la Russia. Un anno fa segnalammo alle Procure di Lucca e di Torino il contenuto della trasmissione televisiva “Nemo” (RAI2) dell’8 giugno 2017,  in cui appariva il lucchese Andrea Palmeri (ricercato dagli inquirenti italiani) che si intratteneva a cena, nella città ucraina di Lugansk, illegalmente occupata dalle forze separatiste, con vari esponenti politici europei, fra cui Maurizio Marrone, allora capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio Regionale del Piemonte.
Deve essere fatta piena luce sulle complicità e le connivenze italiane che hanno permesso a decine di mercenari italiani di andare a combattere al fianco dei separatisti filorussi.
Deve essere fatta piena luce su chi paga i mercenari. Esistono numerosi riscontri sul web del “pendolarismo” di tali soggetti fra il Donbass e la Russia, ma se venisse dimostrato in un’aula di tribunale che il loro datore di lavoro è il regime di Putin si farebbe finalmente giustizia delle falsità della propaganda russa, che ha sempre negato un coinvolgimento diretto del Cremlino nella guerra di secessione ucraina.

Segnalazione dei radicali alle Procure di Lucca e di Torino (14 giugno 2017)

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