Dl motovedette, Magi (+Europa): Mezzi destinati a respingimenti, Pd dica no e ribalti il suo voto al Senato

«Con il decreto motovedette noi stiamo dando strumenti, assetti della nostra Guardia Costiera e della nostra Guardia di finanza per rafforzare la Guardia Costiera di uno Stato che non esiste, per riportare persone salvate in mare in un paese non sicuro». afferma Riccardo Magi, deputato di +Europa e Segretario di Radicali Italiani intervenendo in discussione generale alla Camera.

«ll salvataggio della vita in mare è un obbligo di legge, e in termini tecnico-giuridici, secondo il diritto nazionale e internazionale, il salvataggio termina quando la persona che è in pericolo di vita viene condotta in “posto sicuro”, cioè un posto in cui non rischi ancora la vita e di vedere violati i propri diritti fondamentali. La Libia non ha firmato la Convenzione di Ginevra; è un paese senza diritti neanche per i libici e in cui avvengono, come affermato dall’Alto Commissario dell’Agenzia Onu per la difesa dei diritti umani, “orrori inimmaginabili”», continua Magi. «In Libia non c’è uno Stato; c’è un consiglio presidenziale separato da un parlamento, più una serie di altre entità tribali o familiari, non due governi ma nessun governo. Nessuna entità ha un potere effettivo, riconosciuto e legittimato. Dunque quando l’Italia cede motovedette alla “guardia costiera libica”, a quale organizzazione militare o paramilitare si ci si riferisce? Peraltro quelle che stiamo cedendo non sono unità navali adatte al soccorso in mare; la verità è che queste motovedette saranno utilizzate per mettere in atto respingimenti interposti», continua Magi.

«Il Parlamento italiano non può chiudere gli occhi, tapparsi le orecchie e magari anche la bocca in merito alle conseguenze non solo prevedibili, ma ricercate e volute di questo provvedimento: conseguenze tragiche in termini di violazione dei diritti umani. Per questo mi appello a tutti i gruppi parlamentari, e in particolare al Pd, perché il voto della Camera abbia un esito diverso da quello del Senato, e al Presidente Fico e ai Presidenti delle Commissioni Esteri e Affari costituzionali perché autorizzino rapidamente una missione parlamentare in Libia.».

Mettiti in contatto con noi

 

DIFFONDI LA CAMPAGNA