Nobel per la Pace a Nadia Murad, simbolo di riscossa contro la violenza sessuale come crimine di guerra

Nel maggio 2016 abbiamo accompagnato Nadia in Parlamento con Non C’è Pace Senza Giustizia

Il premio Nobel per la Pace è stato assegnato al ginecologo congolese Denis Mukwege e a Nadia Murad, vittima yazida dei crimini commessi dall’Is in Iraq. Murad è diventata un’attivista dopo essere stata rapita dai militanti del gruppo dello Stato Islamico e tenuta come una schiava del sesso.
Murad e Mukwege sono stati premiati per “i loro sforzi volti a mettere fine all’uso della violenza sessuale come arma da guerra e di conflitto armato”.

Dichiarazione di Silvja Manzi, tesoriere di Radicali italiani, e Igor Boni, Direzione di Radicali Italiani

“Quando Nadia Murad è venuta in Parlamento, accompagnata da Non C’è Pace Senza Giustizia, nel maggio 2016, a raccontare la sua storia, ha descritto le atrocità subite da parte dell’Isis, atrocità e violenze che hanno colpito l’intera minoranza degli yazidi. Il rispetto dei diritti umani, la lotta contro i crimini di guerra e contro l’umanità sono il nostro obiettivo da decenni. Per questo abbiamo conquistato la Corte Penale Internazionale (alla quale il Regno Unito ha chiesto il riconoscimento del genocidio contro il popolo Yazida) e per questo ci battiamo da sempre per l’emancipazione della donna in tanti Paesi dove ancora le donne sono considerate oggetti da utilizzare da parte del potere violento e dei regimi.

Il coraggio di Nadia, premiato dal Nobel per la Pace, la sua forza di denuncia, sono il simbolo di una riscossa che mette i diritti al primo posto, in particolare delle donne. Perché in ogni parte del mondo i diritti delle donne, la loro libertà di scelta sul proprio corpo, sono cartina di tornasole del grado di democraticità degli Stati e del rispetto dei diritti umani e civili di tutti i cittadini.”

5 ottobre 2018

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