Libia, La conferenza di Palermo dimostra la grave debolezza dell’Italia. Unica soluzione è un approccio Europeo

di Silvja Manzi, Segretaria di Radicali Italiani

La conferenza di Palermo è stata un fallimento diplomatico totale che ha dimostrato – se ce ne fosse stato bisogno – la debolezza dell’Italia e della sua politica estera. Questa iniziativa si inserisce in una lunga serie di errori che sono cominciati con il sostegno al dittatore Gheddafi per decenni da parte di tutti i governi italiani. Da Berlusconi fino agli accordi di Minniti con le bande libiche in tema di migranti, e oggi con la regalia alle stesse bande di 10 motovedette – con il solo scopo di mantenere chiusi nei campi di concentramento libici decine di migliaia di disperati che ogni giorno muoiono, sono torturati o venduti come schiavi -, l’elenco è raccapricciante.

La due giorni di Palermo ha consegnato nelle mani di Haftar l’apertura di dialogo dell’Italia, che, proprio per questo, è stata percepita da tutti come un tentativo da ultima spiaggia per uscire da un angolo in politica estera dove invece siamo rimasti ancora più da soli. Non sono venuti i Capi di Stato previsti, è nata una crisi diplomatica con la Turchia, gli appoggi di Trump e Putin non si sono visti.

L’unico approccio possibile per la vicenda libica è quello europeo. È infatti impensabile che la Francia da sola o l’Italia da sola o la Germania da sola, magari in contrapposizione tra loro, possano trovare una soluzione. Questa situazione dimostra in modo lampante quanto sia urgente una politica estera europea comune e una politica sull’immigrazione europea comune, che sappiano avere la forza di dare sostegno concreto alla stabilizzazione della Libia. Solo un’Europa che parli con una sola voce avrebbe la forza di incidere.

Chi immagina di risolvere il problema con l’obiettivo di conquistare credito internazionale, come ha fatto il nostro Presidente Conte, o auspica di consegnare la Libia a un nuovo “uomo forte”, sul modello di quanto accaduto nel passato, è parte del problema e non della soluzione.

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