Manovra/UE/Governo: La nostra riforma del Welfare contro una manovra che ci rende più poveri

Il governo non ha alcun interesse a riformare né l’Italia né l’Europa. Cerca solo di realizzare ampie mance elettorali facendo aumentare la spesa corrente

 

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Qui la nostra riforma del Welfare ➡️ Per un welfare sostenibile, contro ogni povertà

Dichiarazione di Silvja Manzi e Antonella Soldo (segretaria e tesoriera di Radicali italiani):

Con questo pericoloso scontro con la Commissione Europea, il Governo dimostra in maniera lampante di non aver alcun interesse a voler riformare né l’Italia né l’Europa, ma solo a realizzare ampie mance elettorali facendo aumentare la spesa corrente.

Un esempio, il costo del Reddito di Cittadinanza, finanziato in deficit, è scaricato interamente sulle future generazioni.

Insomma, siamo di fronte a una manovra espansiva nelle intenzioni, ma che nei fatti ci rende tutti più poveri. Lo evidenzia l’Istat, che nelle sue prospettive per l’economia italiana mostra come a fronte di una spesa per il Reddito di Cittadinanza di circa 0,5% di PIL (oltre 8 miliardi) l’impatto sui consumi sarà modesto, pari a non oltre lo 0,3 (5 miliardi). E nel frattempo, i costi generati dallo spread – che rimane elevato per colpa esclusiva del governo – renderanno probabilmente vano anche questo modesto stimolo.

Come Radicali Italiani denunciamo i danni di questa campagna elettorale permanente, che mette a rischio i conti pubblici per una misura che non risolve minimamente il problema della povertà in Italia e sottrae risorse a investimenti sempre più urgenti in innovazione, istruzione e ricerca per aiutare i lavoratori e le imprese a transitare verso un’economia più sostenibile, green e digitale.

Eppure un’alternativa c’è: la proposta di Radicali Italiani di riforma del Welfare, che prevede l’introduzione di un reddito minimo d’inserimento incondizionato, che aiuta anche i tanti cittadini che hanno già un lavoro ma che vivono comunque in povertà.

La nostra proposta, che si autofinanzia quasi interamente, non mette a rischio i conti pubblici e avvicina l’Italia agli standard sociali di molti altri paesi europei.

Noi siamo pronti a discuterne, il Governo ci sta?

Roma, 23 novembre 2018

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