Manovra: Non è il governo del cambiamento ma dell’incoerenza

Bloccando gli aumenti delle pensioni legati all’inflazione e quindi riducendone il potere d’acquisto, il Governo del cambiamento ripropone la stessa misura adottata dalla tanto vituperata Elsa Fornero nel 2011.

salvini-dimaio

Dichiarazione di Silvja Manzi, segretaria di Radicali italiani.

Con il maxiemendamento presentato alle Camere abbiamo la prova che questo non è il Governo del cambiamento, si tratta, invece, del Governo dell’Incoerenza, che mira a peggiorare l’esistente, riproponendo persino misure che gli stessi partiti di Governo avevano ferocemente contestato all’epoca della crisi del 2011. E mette un’enorme ipoteca sulla sostenibilità delle finanze pubbliche per qualche mese in più di reddito di cittadinanza e per mandare in pensione un po’ prima qualche sessantaduenne in più (è questa l’età media effettiva di pensionamento).

Ma al di là delle cifre, a lasciar sbalorditi è appunto l’incoerenza. Un esempio su tutti è il taglio delle pensioni d’oro. Una misura che oggi viene sbandierata come decisiva per finanziare il reddito di cittadinanza e “quota 100” ma che nei fatti consentirà risparmi davvero esigui allo Stato, che lo stesso Governo stima nell’ordine di pochi milioni l’anno, penalizzando però i pensionati, che Lega e 5Stelle hanno sempre dichiarato di voler difendere.

Ma c’è di più: bloccando gli aumenti delle pensioni legati all’inflazione e quindi riducendone il potere d’acquisto, il Governo del cambiamento ripropone la stessa misura adottata dalla tanto vituperata Elsa Fornero nel 2011. Con una differenza abissale: nel 2011 la misura era inevitabile data la crisi drammatica in cui versava il paese e infatti fu una misura sofferta per cui la stessa Fornero, come si ricorderà, pianse in conferenza stampa e per questo venne derisa.

In questo caso, invece, si tratta di una misura superflua, che non risolve certo i problemi del Paese, ma semmai contribuisce ad aggravarli. Se la maggioranza non intende modificare questa proposta, ci si aspetterebbero almeno le scuse a Elsa Fornero per averla prima accusata di impoverire il Paese, quando invece contribuiva a salvarlo, e poi per aver replicato senza pudore le stesse misure che a parole si contestavano.

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