Autostrade/Governo. Calpestati trasparenza, diritto e concorrenza da moralisti senza moralità

Con Autostrade per l’Italia il Governo ha calpestato trasparenza e concorrenza, disatteso il rapporto di concessione, travolto le regole del contraddittorio
 
Dichiarazione di Silvja Manzi, Segretaria di Radicali Italiani:
«In un paese governato dal principio di legalità – e non dagli “avvocati del popolo” – senza accertamento della responsabilità non ci può essere sanzione.
Società Autostrade ha il diritto di pretendere dal Governo il rispetto del contratto di concessione, così come ogni impresa, italiana o straniera. I patti sottoscritti, in assenza di accertamenti di responsabilità, non possono essere calpestati. Noi, che abbiamo spesso contestato quei contratti, non ci mettiamo nelle fila di chi cerca un capro espiatorio con processi sommari fatti a mezzo stampa. È incredibile che si debbano difendere le imprese che lavorano con lo Stato dall’arbitrio e dal capriccio di chi governa, ma questo Governo sta trasformando, giorno dopo giorno, l’Italia in uno Stato “canaglia”, di cui non ci si può fidare, che non riconosce la legge, il diritto, i contratti, gli accordi; uno Stato che tradisce la parola data, che affida alla forza e alla protervia i rapporti con i cittadini, con le imprese e con gli altri Stati.
Che i principi fondamentali dello stato di diritto, insegnati al primo anno di giurisprudenza, vengano così brutalmente calpestati da due “capipopolo”, moralisti senza moralità, non può stupire; ma che il Presidente del Consiglio sia proprio un professore di diritto desta, invece, scandalo e lo rende maggiormente colpevole di questa tragica deriva.
Ad Autostrade per l’Italia – come a qualunque società e a ogni cittadino di questo Paese – il nostro augurio di essere sanzionata solo e soltanto se e quando la sua responsabilità sarà stata accertata.
Alla Giustizia Amministrativa chiediamo di continuare a operare e a garantire legalità con determinazione e senza farsi intimidire dalla oscena violenza dei nostrani “guardiani della rivoluzione”.»

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