Migranti: “Europa non rinneghi propri valori, governi aprano porti alle 49 persone da 11 giorni in mare”

L’Europa che vogliamo non è quella che consegna i migranti ai libici, per portarli nei centri di tortura.

Dichiarazione di Silvja Manzi e Antonella Soldo, segretaria e tesoriera di Radicali Italiani.

L’Europa finisce dove cominciano le operazioni della cosiddetta Guardia Costiera libica. E non è solo un riferimento geografico: questo, è soprattutto un confine giuridico e morale.

L’Europa che vogliamo non è quella che consegna i migranti ai libici, per portarli nei centri di tortura. L’Europa che vogliamo non è un continente i cui valori vengono derogati quando si è difronte a dei disperati che fuggono da guerra e fame.

L’Europa che vogliamo non è una frammentazione di governi – grandi e ricchi – che si rimpallano la responsabilità di accogliere 49 persone (9 minori e 5 donne). Le ong Sea Watch e Sea Eye hanno fatto la scelta coraggiosa di salvare le vite di queste persone, di non lasciarle morire nel mare d’inverno, e di non consegnarle alle motovedette libiche, ovvero a una fine letale.

Ora sta ai governi europei aprire i porti e accogliere questi esseri umani che vagano nel Mediterraneo da ormai 11 giorni. Basta fare propaganda sulla pelle di chi non ha altro, se non la propria sofferenza”.

Roma, 03 gennaio 2019

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