Aborto, la relazione sulla Legge 194/87 è in ritardo di 11 mesi: Emma Bonino presenta interrogazione parlamentare

Ho depositato l’interrogazione alla Ministra Grillo perché per la prima volta dal 2000 non viene presentata al Parlamento la relazione del ministro della Salute sullo stato di applicazione della legge 194/78.

Dichiarazione di Emma Bonino:

L’articolo 16 della legge n. 194 del 22 maggio 1978 “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza” recita: “Entro il mese di febbraio, a partire dall’anno successivo a quello dell’entrata in vigore della Presente legge, il Ministro della Sanità presenta al Parlamento una relazione sull’attuazione della legge stessa e sui suoi effetti, anche in riferimento al problema della prevenzione. Le regioni sono tenute a fornire le informazioni necessarie entro il mese di gennaio di ciascun anno, sulla base di questionari predisposti dal Ministro. Analoga relazione presenta il Ministro di Grazia e Giustizia per quanto riguarda le questioni di specifica competenza del suo Dicastero”.

Negli anni, tale indicazione prescrittiva è “slittata” progressivamente ai mesi successivi, ma mai – fino ad oggi – si era arrivati a disattendere la norma nell’ambito dell’anno.

Grazie al lavoro della dr.ssa Mirella Parachini, dell’avv. Filomena Gallo, rispettivamente vice-segretario e segretario dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, della dr.ssa Anna Pompili di AMICA (Associazione Medici Italiani Contraccezione e Aborto), dell’AIED (Associazione Italiana per l’Educazione Demografica), nonché di numerose altre associazioni ed organizzazioni, è stato sempre evidenziato ai Ministri della Salute quanto questa legge debba essere applicata correttamente e quali sono le soluzioni alle criticità che ad ogni Relazione al Parlamento emergono.

Alla ministra Giulia Grillo, oggi, a 40 anni da una legge importante per tutte le donne italiane, si è chiesto di sapere:

  • perché non sia stata depositata la Relazione al Parlamento sulla Legge 194 del 1978, come previsto dall’art. 16 della stessa legge, quando tale deposito avverrà e se vi sono motivi ostativi;
  • Alla luce delle criticità evidenziate negli anni e in particolare in relazione all’ultima Relazione al Parlamento, quali provvedimenti la Ministra intenda assumere per garantire una corretta applicazione della legge 194 che permetta di superare le innumerevoli disparità e disuguaglianze registrate nelle varie Regioni, eliminando qualunque pregiudizio per le donne che accedono all’interruzione volontaria di gravidanza.
  • In particolare, in osservanza al dettato della legge, che all’art. 15 promuove l’uso delle “tecniche più moderne e più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l’interruzione di gravidanza” si chiede alla Ministra di eliminare l’inappropriatezza grave dell’obbligo del regime di ricovero ordinario, rendendo possibile l’accesso alla metodica farmacologica anche in regime “at home” o ambulatoriale per le gravidanze fino a 7 settimane; si chiede inoltre di sollecitare AIFA ad allargare il limite per tale metodica a 9 settimane, come negli altri paesi europei, in accordo con la correttezza della procedura del mutuo riconoscimento disattesa nel nostro paese. Andrebbe in tal modo incontro ai diritti delle donne e al bilancio dello Stato.
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