Libia: Caos figlio della complicità di chi ha dato potere alle bande criminali

Manzi: “Altro che porto sicuro, se continua così presto dovremo gestire un disastro umanitario di dimensioni gigantesche”

“A novembre il nostro Governo, con il Presidente Conte in testa, annunciava il successo della conferenza sulla Libia a Palermo. Veramente un bel successo. Lo dicemmo allora e lo ribadiamo oggi alla luce delle tragiche vicende dell’attualità: il caos libico è figlio dell’assenza di una politica estera europea e dell’intervento velleitario dei singoli stati che hanno la sola ambizione di porsi in luce ma non hanno certo la forza di risolvere i problemi”, lo dichiara Silvja Manzi, segretaria di Radicali Italiani.

“Guardando a casa nostra possiamo affermare senza ombra di dubbio che il disastro libico è anche figlio di chi ha dato potere alle bande criminali, una contro l’altra armate, facendo finta di avere di fronte rappresentanti istituzionali. La vicenda dell’immigrazione è paradigmatica: abbiamo pagato i libici per tenersi i migranti e dato loro mezzi navali per ridurre gli arrivi sulle nostre coste, aumentando al contempo la forza contrattuale di clan e delinquenti della peggior specie, così come la tragedia umanitaria dei lager che ospitano decine di migliaia di uomini e donne torturati, violentati e uccisi”, afferma Manzi.

“Le responsabilità del nostro Governo sono gravissime ma non possiamo non ricordare che è stato il Ministro dell’Interno Marco Minniti ad aprire la strada. Malgrado tutto questo, ancora oggi Matteo Salvini parla di Libia come di ‘porto sicuro’; di sicuro c’è che se continua così presto dovremo gestire un disastro umanitario di dimensioni gigantesche. Un bel risultato di cui dobbiamo ringraziare innanzitutto i demagoghi-opportunisti-nazionalisti-razzisti che stanno da questa parte del Mediterraneo”, conclude.

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