Ambiente: “Relazione Commissione europea significativa, denunciamo inadempienze dell’Italia da anni”

“La relazione della Commissione europea sull’attuazione delle politiche ambientali 2019 (che si riferisce all’anno 2018), presentata nei giorni scorsi a Bruxelles, conferma quanto diciamo e denunciamo da tempo: l’Italia sulle politiche ambientali è in un pericoloso ritardo”, lo dichiarano in una nota Francesco Mingiardi, candidato Radicale nelle liste di Più Europa (circoscrizione Italia centrale), e Massimiliano Iervolino membro della direzione nazionale di Radicali italiani.

“Infatti delle 71 procedure di infrazione pendenti sul nostro Paese, 17 riguardano materie ambientali: è la materia su cui la Commissione europea ci contesta più inadempienze. Tanto è vero che su questo argomento paghiamo multe su tre procedure arrivate a doppia sentenza da parte della Corte di giustizia dell’Unione europea: sulle discariche abusive, sulla crisi dei rifiuti in Campania e sulle acque reflue, per un totale, ad oggi, di circa 400 milioni di euro.

Cifra destinata a crescere poiché l’Italia continua ad essere inadempiente. A ciò si aggiungono le contestazioni della Commissione europea riguardanti la qualità dell’aria, infatti l’Italia è sotto procedura per superamenti dei limiti di biossido di azoto e polveri sottili, questioni molto rilevanti e preoccupanti, tanto è vero che secondo le stime dell’Agenzia europea dell’ambiente, l’inquinamento atmosferico è stato responsabile di circa 74mila morti premature nel nostro Paese nel 2015”, ricordano Mingiardi e Iervolino.

“Bisogna aggiungere, come fa la relazione della Commissione europea, che sulla gestione dei rifiuti, l’Italia sconta un ritardo storico che riguarda soprattutto l’impiantistica sia a supporto della differenziata che dell’indifferenziata: il nord è pieno di impianti, il centro sud è molto carente. Meridione d’Italia attanagliato da un altro problema ambientale non da poco: la mancanza ovvero l’inadeguatezza degli impianti di depurazione, su questa questione ci sono ben 4 procedure di infrazione aperte, di cui una, come visto in precedenza, già arrivata a doppia condanna, quindi a sanzioni pecuniarie. In poche parole l’Italia sulle questioni ambientali ha molto da fare, e meno male che c’è l’Europa che funge da pungolo, altrimenti ci troveremmo ancora con una legislazione da terzo mondo”, concludono.

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