Cannabis light/Cassazione: “Per pregiudizio si colpiscono migliaia di imprenditori, invece del narcotraffico”

“Attendiamo le motivazioni della sentenza della Cassazione per valutare quella che speriamo non si configuri come una sentenza ‘politica’: ovvero in linea con il volere di un ministro che ha annunciato un’offensiva nei confronti della cannabis light.

Intanto due osservazioni: la legge che consente la coltivazione di canapa industriale (con il limite di thc allo 0,2%), la legge 242/2016, non vieta espressamente la vendita di infiorescenze. In uno Stato di Diritto, ciò che non è espressamente vietato dalla legge è lecito. E ancora: parliamo di uno dei più promettenti settori dell’agricoltura italiana. Che in questi anni ha fatto registrare un’impennata: come è possibile che in un Paese a crescita zero, dove ci si arrovella da decenni su come rilanciare il settore agricolo, ci si accanisca per mero pregiudizio su uno dei più floridi settori industriali?”, lo dichiarano in una nota la tesoriera di Radicali Italiani Antonella Soldo e la presidente Barbara Bonvicini, portavoci della campagna WeeDo.

“L’incertezza del diritto genera mostri. Attraverso Weedo, la campagna antiproibizionista di Radicali Italiani, stiamo tenendo i contatti con decine di imprenditori che nell’ultimo anno hanno subito sequestri, arresti e segnalazioni che si sono risolti nel nulla e che hanno avuto come unica conseguenza i danni economici alle imprese.

Una guerra alla ‘droga’ così al ribasso, non intacca minimamente il mercato illegale che continua i suoi traffici indisturbato, ma si abbatte solo su migliaia di imprenditori che hanno investito nella filiera e che pagano le tasse. È un paradosso vero e proprio”, concludono.

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