Manzi: Assad come Milosevic, vittorioso sui campi di battaglia ma poi processato nelle aule di tribunale per crimini contro l’umanità

Pubblicato il rapporto del SJAC-Syria Justice and Accountability Centre che ha analizzato circa cinquemila documenti ufficiali dei servizi segreti siriani, delineando la rete capillare delle responsabilità penali per violazioni dei diritti umani, crimini di guerra e crimini contro l’umanità. L’obiettivo dichiarato del Sjac è di raccogliere le prove per un futuro processo ad Assad da parte della giustizia internazionale.

«In Siria Assad ha vinto la guerra contro il suo popolo, grazie all’intervento determinante del suo fraterno amico Vladimir Putin. In questi giorni il dittatore siriano sta riconquistando le ultime zone di territorio grazie a bombardamenti indiscriminati sulla popolazione civile, nella completa indifferenza sia dei governi cosiddetti “democratici” sia dell’opinione pubblica internazionale.» Afferma Silvja Manzi, segretaria di Radicali Italiani. «In tale contesto, è ancora più prezioso il lavoro svolto dal gruppo di avvocati penalisti internazionali del Sjac (Syria justice and accountability centre), e racchiuso nel rapporto “I muri hanno orecchie”.

Ricordo che quando le Nazioni Unite crearono il Tribunale Penale Internazionale (TPI) sull’ex Jugoslavia, il 25 maggio 1993 – grazie all’intuizione allora considerata “folle” di Marco Pannella e dei radicali – Slobodan Milosevic e i suoi accoliti Ratko Mladic e Radovan Karadzic erano vittoriosi sui campi di battaglia della Bosnia ed erano riveriti e trattati da pari a pari dai governi dell’intero Occidente; ci vollero altri sette anni e altre decine di migliaia di morti per arrivare alla detronizzazione di Milosevic, che nel 2002 fu poi consegnato dalle autorità serbe al TPI.

Quello che è accaduto con il dittatore serbo Milosevic può e deve accadere con il dittatore siriano Assad.» Continua Silvja Manzi. «Nessuno potrà restituire alla vita e alle loro famiglie le migliaia di civili uccisi dal regime siriano. A maggior ragione chi vive nelle democrazie occidentali non può e non deve dimenticare quelle morti e quelle sofferenze; chi ha gli strumenti per farlo deve documentarle e preparare il dossier dell’accusa per il futuro processo ad Assad. Gli altri possono firmare e far firmare l’Appello “Assad all’Aja” promosso da Radicali Italiani»

QUI il rapporto del Sjac “I muri hanno orecchie”

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