Mozione generale del Comitato nazionale di Radicali italiani approvato a larga maggioranza

Il Comitato nazionale di Radicali italiani, riunito a Roma il 13 e 14 luglio 2019,

rivendica l’unicità dell’analisi di Radicali italiani sulla crisi della nostra democrazia, emersa anche drammaticamente nel recente caso della Sea-Watch 3. Dove, infatti, anche contro chi ha sfruttato questa occasione per attaccare Matteo Salvini, siamo stati tra i pochi a porre l’accento sulla violazione della Costituzione e del diritto internazionale. Per questo il Comitato ringrazia Riccardo Magi, deputato radicale di +Europa, che con la sua presenza sulla nave ha consentito di dare luce e voce a quanto accadeva e quanto ha vissuto. Il Comitato ringrazia altresì i 15 dirigenti e militanti radicali che hanno dato vita a un’azione nonviolenta di sciopero della fame. Ribadisce il sostegno all’azione di disobbedienza civile di Carola Rackete, che ha agito con lo scopo primario di portare a terra, al sicuro, i 53 migranti che la nave aveva tratto in salvo al largo della Libia.

Il Comitato denuncia il continuo utilizzo dei fenomeni migratori come arma di distrazione di massa sulla crisi italiana e come arma opportunistica di costruzione di consenso in un momento nel quale, dati alla mano, il nostro Paese non primeggia per accoglienza: delle 38.397 persone arrivate nel 2019 sulle coste dei Paesi europei (dato aggiornato all’8 luglio, fonte Alto commissariato della Nazioni Unite per i rifugiati) solo 3.071 sono approdate in Italia, per mare o via terra. In Grecia ne sono arrivate 19.586, in Spagna 13.898, a Malta (con una popolazione di circa 450.000 abitanti) 1.048 e a Cipro 794.

Sul dossier immigrazione il Comitato registra con soddisfazione l’avvio della discussione del progetto di legge di iniziativa popolare “Ero Straniero” che Radicali Italiani, insieme a molte altre associazioni, ha portato in Parlamento con oltre 90.000 firme. Si tratta dell’unico progetto di iniziativa popolare che, con lungimiranza e ragionevolezza, si pone l’obiettivo di superare la gestione emergenziale, superando la legge Bossi-Fini, del tutto inefficace, e fornendo strumenti di governo del fenomeno migratorio aderenti alla realtà attuale, a partire dai canali di ingresso per lavoro e dalla regolarizzazione dei cittadini stranieri già presenti e integrati nel nostro Paese.

Il Comitato ribadisce la colpevole scelleratezza del Governo di continuare a dichiarare la Libia porto sicuro. Un Paese dove una guerra civile sta dilaniando la società e dove gli interessi contrapposti dei Paesi europei e la mancanza di una politica estera comune europea sono parte della causa del disastro.

A tal proposito il Comitato ribadisce l’assoluta necessità di proseguire il cammino dell’integrazione europea e di riforma dei Trattati, con l’obiettivo di costruire un percorso che vada verso la costruzione di una federazione degli Stati. Solo così, infatti, sarà possibile risolvere tutti i dossier aperti: dall’immigrazione alla gestione della guerra in Libia, dalle questioni legate all’espansionismo militare russo, fino alla non capacità di arginare le politiche antieuropee e antimercato di Donald Trump.

Rileva come le ultime rivelazioni sui contatti strettissimi, politici e finanziari, tra il partito di Vladimir Putin, Russia Unita, e il partito del ministro degli Interni Matteo Salvini, Lega, siano la lampante dimostrazione di quanto negli anni Radicali italiani non ha smesso di denunciare e invita gli organi a insistere sulla questione russa come centrale per dimostrare la subalternità del Governo al regime illiberale di Putin. Si unisce inoltre alla richiesta, avanzata dal Consigliere regionale radicale di +Europa Michele Usuelli, delle dimissioni di Gianluca Savoini dalla vicepresidenza del Corecom, l’autorità indipendente di Regione Lombardia garante della vigilanza sulla libertà di informazione, in quanto le relazioni intrattenute con il regime responsabile delle persecuzioni nei confronti dei giornalisti e con i mandanti degli assassinii di Antonio Russo e Anna Politkovskaja sono incompatibili con le funzioni che l’Authority deve garantire.

In tema di lotta alla criminalità e alle mafie è sempre più attuale una gestione della legislazione sulla droga di stampo proibizionista, che punta sempre più a ribasso: a criminalizzare i consumatori e persino gli imprenditori di “cannabis light”, mentre persegue sempre meno i grandi narcotrafficanti, come dimostra la flessione delle presenze in carcere di persone condannate per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Per questo invita gli organi dirigenti a proseguire e incardinare nuove iniziative che contemplino l’interlocuzione istituzionale e il coinvolgimento di associazioni, aziende e portatori di interessi. Il Comitato ringrazia i compagni che nelle varie città stanno portando avanti la campagna WeeDo, continuando la raccolta firme sull’appello alla discussione della proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione della Cannabis e la depenalizzazione di tutte le droghe, depositata alla Camera nel novembre 2016. Recepisce inoltre le analisi contenute nel X Libro Bianco Sulle Droghe, rilevando la drammaticità dell’effetto che gli articoli 73 e 74 del DPR 309/90 hanno sul sistema della giustizia: due articoli di una sola legge dello Stato sono responsabili della detenzione del 35% della popolazione carceraria e dell’emergenziale sovraffollamento degli istituti di reclusione. Per questo, il Comitato ribadisce la necessità di un’azione sistematica e radicale sulle carceri italiane che permetta di denunciare il fallimento delle politiche proibizioniste sulle droghe e della gestione delle tossicodipendenze attraverso la detenzione.

Sul tema del fine vita e della lotta per la legalizzazione dell’eutanasia, l’avviso di garanzia a Emilio Coveri, presidente di EXIT-Italia, per la morte volontaria assistita in Svizzera di Alessandra Giordano, ripropone la necessità di superare l’art.580 del codice penale; su questo la Corte Costituzionale ha chiesto al Parlamento di intervenire a partire dai processi in corso per le azioni di disobbedienza civile di Marco Cappato e Mina Welby. Il Comitato nazionale di Radicali italiani esprime la propria solidarietà a Emilio Coveri e invita la dirigenza a individuare nuove occasioni di iniziativa per chiedere ai parlamentari la discussione delle proposte di legge depositate sull’eutanasia, tra le quali quella di iniziativa popolare promossa anche da Radicali italiani.

In merito alle gravi questioni legate alla Giustizia il Comitato ritiene che gli scandali esplosi in seno al Consiglio Superiore della Magistratura rappresentino perfettamente quanto abbiamo da decenni denunciato in tema di occupazione partitocratica dell’organo di governo della Magistratura. Su questo, così come su carcere e riforme istituzionali, è opportuno verificare la disponibilità di altre forze politiche e sociali per lanciare una nuova stagione di lotta che individui alcuni temi su cui provare a scardinare il regime italiano, a partire proprio dalla giustizia e da una legge elettorale che, in palese violazione della Costituzione, non consente pari accesso alle forze politiche.

Il Comitato impegna i propri organi dirigenti a continuare ad aggiornare e a dare massima visibilità al Dossier sullo Stato di Diritto – elaborato e redatto da Radicali italiani, che raccoglie un anno di violazioni da parte del Governo in atti, dichiarazioni, leggi, di arretramento sui diritti umani e civili, che minano alla base i pilastri dell’architettura democratica del Paese – organizzando iniziative di presentazione in tutta Italia, con esperti – della giurisprudenza, della politica, del giornalismo, della società civile – disponibili alla riflessione sul grave rischio che sta correndo il nostro Paese e l’Europa intera. Il Comitato si impegna altresì a trovare forme di iniziativa politica per declinare l’analisi del Dossier in azioni che cerchino di interrompere nel concreto gli attacchi sistematici perpetrati, non solo dalle forze politiche del governo, ai danni della democrazia.

Il Comitato prende atto con soddisfazione di alcuni importanti successi ottenuti sul territorio, malgrado le condizioni di grave difficoltà interna del Movimento e di totale ostracismo da parte dell’informazione. In particolare si sottolinea la vittoria dell’Associazione Radicali per il Mezzogiorno Europeo che ha ottenuto l’istituzione della figura del garante cittadino dei detenuti per il comune di Napoli; le azioni popolari di Laura Di Napoli, con il supporto di Giulio Manfredi, che hanno costretto Christian Solinas, Governatore della Sardegna, alle dimissioni dal Senato, e il Sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu, a dover decidere le dimissioni dal Consiglio regionale; il raggiungimento dell’obiettivo di firme sulla campagna “Aborto al sicuro” promossa dall’Associazione Enzo Tortora che ad aprile ha consegnato in Regione Lombardia circa 8.500 firme per il progetto di legge, molte di più delle 5.000 richieste. Inoltre, la campagna “Aborto al sicuro” sta per essere replicata in numerose altre regioni a opera delle associazioni locali.

Saluta inoltre il successo della campagna “Ripuliamo Roma” di Radicali Roma, che ha raccolto e depositato nei giorni scorsi oltre 7.000 firme, anche in questo caso molte di più del minimo richiesto, per una gestione sostenibile e autosufficiente dei rifiuti che superi l’attuale gravissimo deficit impiantistico della capitale.

Il Comitato prende atto che la rivoluzione digitale sta modificando in maniera sostanziale la vita di tutti i giorni. La trasformazione tecnologica in corso contempla ormai tutti i campi dell’agire umano, e coinvolge diritti quali la libertà di espressione, la protezione dei dati, l’iniziativa economica e la sicurezza nel quadro del pieno rispetto della dignità della persona umana. Le piattaforme social, se inizialmente sono nate allo scopo di mettere in contatto persone lontane tra loro, con il tempo sono state utilizzate in maniera sempre più spregiudicata a fini di costruzione del consenso politico, fuori dalle regole che disciplinano le campagne elettorali e la comunicazione politica in generale. La targetizzazione e la profilazione degli utenti tramite algoritmi, cancella di fatto il fulcro dell’idea di società democratica liberale fondata sul dibattito pubblico incentrato sul confronto tra idee diverse. Il marketing politico applicato ai social media ha soppiantato l’intermediazione dei partiti nella vita politica svuotando i luoghi della rappresentanza democratica, e se non adeguatamente governato rischia di erodere le libertà fondamentali. Al contrario l’innovazione tecnologica può essere un grande motore di sviluppo ed emancipazione se seguito da politiche pubbliche adeguate volte alla trasparenza e alla partecipazione dei cittadini. Il Comitato impegna gli organi dirigenti di Radicali Italiani a convocare uno o più seminari di studio, coinvolgendo anche personalità esterne, che approfondiscano queste tematiche per aggiornare l’analisi sulla società e individuare le iniziative più idonee per difendere le libertà, i diritti e la democrazia nel nostro paese e in Europa.

Il Comitato propone l’adesione alla XII Marcia Internazionale per la libertà dei popoli oppressi del prossimo 12 ottobre, in continuità con le partecipazioni degli anni passati.

Il Comitato, in vista dell’avvicinamento dell’appuntamento congressuale di Radicali Italiani, invita gli organi dirigenti a individuare un gruppo di lavoro che possa portare alla prossima riunione di Comitato una prima bozza di nuovo Statuto, per ragionare su nuovi assetti per meglio affrontare le sfide del futuro.

Il Comitato ribadisce la necessità di un momento di confronto, espressa nelle precedenti Mozioni e rafforzata dall’invito dei dirigenti di alcune associazioni radicali, e per questo si impegna a promuovere un seminario aperto anche a personalità esterne, che possa aprire una fase di dibattito e ridefinizione di mezzi e fini dell’azione radicale.

Infine, impegna i propri membri, gli iscritti, i militanti, le associazioni radicali tematiche e territoriali, gli organi dirigenti a compiere ogni sforzo possibile e necessario sull’autofinanziamento, per implementare il numero degli iscritti e il livello di contribuzione, interna ed esterna, misure indispensabili per scongiurare la immediata chiusura del Movimento, minacciata anche dal contenzioso economico in essere con il Partito Radicale.

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