Russia/Lega. Manzi: Il premier Conte chiarisca se vuole l’Italia in Europa o sotto l’influenza del Cremlino

Manzi (Radicali italiani): L’azione oscura pro-Putin di Gianluca Savoini la conosciamo e denunciamo dal 2015
Silvja Manzi, segretaria di Radicali italiani:
Quando nel giugno 2015, alla presenza di Gianluca Savoini, si costituiva nelle aule del Consiglio regionale piemontese l’Associazione Piemonte-Russia, noi Radicali così commentavamo:
Savoini, presidente di Lombardia Russia, dichiara che:
“Il mondo attuale, perso in un delirio mondialista, è la negazione del mondo tradizionale come noi lo abbiamo conosciuto e la Russia pare oggi l’unico baluardo e l’unico faro verso cui guardare con speranza…”.
Basterebbe leggere i rapporti internazionali indipendenti per verificare che la Russia si posiziona costantemente in fondo alle classifiche dei diritti e delle libertà.
E questo a scapito, innanzitutto, dei suoi cittadini vittime di un regime non democratico. Affermare che la Russia di oggi è l’unico baluardo e l’unico faro verso cui guardare con speranza fa accapponare la pelle se si pensa alle decine di giornalisti uccisi, alla violazione dei diritti umani, alla impossibilità per gli omosessuali di esprimere le proprie opinioni, alle morti ‘accidentali’ di vari oppositori, alle stragi perpetrate in Cecenia, alla invasione della Georgia e, oggi, alla violazione di ogni diritto internazionale in Ucraina.
Quando nel marzo 2017 veniva reso noto l’accordo siglato a Mosca tra il leader della Lega Matteo Salvini, il vicesegretario generale del Consiglio per le Relazioni internazionali di Russia Unita Serghiei Zhelezniak e il Ministro degli esteri russo Sergei Lavrov, noi Radicali così commentavamo:
È solo la punta dell’iceberg della politica di Vladimir Putin che mira a destabilizzare l’Europa. Una destabilizzazione che si articola in diversi aspetti:
– l’intervento negli scenari di guerra siriani e, a breve, libici che comportano e comporteranno un enorme afflusso di rifugiati in Europa;
– la pesante ingerenza militare e paramilitare ai confini europei, vedi soprattutto in Ucraina ma anche nei paesi balcanici e baltici;
– l’invasiva propaganda basata su fake news finalizzata a compromettere i risultati elettorali (come già accaduto con la Brexit e in USA);
– i massicci finanziamenti e gli appoggi alle opposizioni populiste dei paesi europei prossimi alle elezioni.
Personaggi come Salvini divengono pericoloso megafono della propaganda di Mosca, con l’obiettivo di diffondere paura e insicurezza e un odio interno nei confronti dell’Europa.
Dato che, di tutta evidenza, era già tutto noto e previsto e che lo abbiamo denunciato in molteplici occasioni, pubblicamente e per tempo, nel momento in cui il presidente Conte si appresta a riferire in Senato sui rapporti Russia-Lega, non possiamo che chiedere se vuole l’Italia in Europa o definitivamente sotto l’influenza del Cremlino. Se la sua risposta è l’Europa, non può che trarre le dovute conseguenze con il suo ministro e vicepresidente Matteo Salvini.
Roma, 23 luglio 2019

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