Con il Decreto Sicurezza bis abbiamo un nuovo, inutile, Ministro di Polizia

Dichiarazione di Silvja Manzi, segretaria di Radicali italiani

Il cerchio si chiude. Il decreto “sicurezza bis” inasprisce le norme della “legge Reale” del 1975 che, in nome della lotta al terrorismo rosso e nero, ampliava in modo abnorme i poteri di polizia. E già allora noi radicali, soli, ponevamo la questione dell’emergenza democratica. Ma mentre 40 anni fa la minaccia terroristica era reale, oggi la minaccia è stata creata ad arte dal Ministro tuttofare e dalla sua “Bestia” (e peraltro, l’unico attacco a civili sul territorio italiano è stato attuato da un maschio bianco, simpatizzante leghista, contro persone extracomunitarie, a Macerata).

Si è inventato, come nelle migliori tradizioni, un nemico immaginario allo scopo di potersi arrogare nuovi poteri che limitano le prerogative democratiche dei cittadini. Si è inventato un problema che non esiste – quello dell’invasione – per poter nascondere i veri problemi del Paese cui, di tutta evidenza, non si è capaci di farvi fronte. Non sappiamo nulla, infatti, di come i nostri governanti intendano affrontare la prossima manovra finanziaria, quali le misure per evitare una recessione sempre più vicina.

Il decreto “sicurezza bis” trasforma, di fatto, il Ministro dell’Interno in Ministro di Polizia. Salvini ha superato Cossiga, quello col K.

È in corso un attacco allo Stato di diritto e alla Costituzione. Di fronte a tutto questo, le opposizioni devono ripensare completamente il loro ruolo e gli strumenti per poter provare a invertire una rotta che pare inarrestabile e che ci porterà dritti contro un muro.

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