Crisi di Governo. Salvini invoca ‘pieni poteri’, come Putin. Siamo al fascismo 2.0

Manzi (Radicali italiani): Il vicepremier Matteo Salvini ha portato a compimento la sua personale campagna elettorale lunga un anno e mezzo e oggi, con la mozione di sfiducia al presidente Conte, chiede elezioni subito per incassare un molto probabile successo. Ma il percorso è stabilito dalla Costituzione, non dal Ministro dell’Interno.

 

“Siamo in piena crisi economica e democratica. Salvini vuole tornare al voto aggravando sia la prima che la seconda. Completando con la crisi di governo una campagna elettorale durata un anno e mezzo e chiedendo “pieni poteri” agli italiani – espressione sinistra che lo ricongiunge ai suoi modelli antidemocratici, a partire da Putin e da Orban – il capo della Lega offre l’esatta misura del pericolo che rappresenta per l’Italia e gli italiani: quella di un fascismo 2.0.” Lo scrive in una nota la segretaria di Radicali Italiani, Silvja Manzi.
“In ogni caso, la crisi di Governo non seguirà il percorso indicato dal Ministro dell’Interno, ma quello stabilito dalla Costituzione. Ci sarà un passaggio parlamentare, la sfiducia dovrà essere votata dalle Camere e le stesse Camere, se le forze parlamentari trovassero un accordo, potrebbero con piena legittimità dare la fiducia a un altro esecutivo per proseguire la legislatura. Peraltro – prosegue Manzi – il Ministro dell’Interno vorrebbe andare al voto senza rendere concretamente accessibile la sfida elettorale da parte di forze politiche diverse dalle 5 (cinque di numero: M5S, PD, Lega, FI e FdI, cioè gli unici partiti che hanno gruppi costituiti in entrambe le Camere) a cui oggi la legge consente l’esenzione dalla raccolta firme. Il voto anticipato costituirebbe un vulnus gravissimo al diritto costituzionale di elettorato attivo e passivo. È infatti semplicemente impensabile che altre forze politiche possano raccogliere 75.000 firme autenticate e certificate, per 63 collegi della Camera e 33 del Senato, in pieno agosto, con regole assurde e ostruzionistiche. In una parola antidemocratiche. Per non dire dell’impraticabilità delle elezioni con una informazione pubblica letteralmente asservita a chi ha governato in questo ultimo anno.”
“La modifica delle norme elettorali nel senso della piena accessibilità democratica delle elezioni – conclude la segretaria di Radicali italiani – costituisce una urgenza istituzionale imprescindibile, che ci auguriamo il Capo dello Stato valuti nella gestione dell’eventuale e non auspicabile scioglimento anticipato delle Camere.”

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